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VTA-STAB. PIANTE » dott. Raffaele Starace, agronomo

VTA - VISUAL TREE ASSESSMENT - AUTORIZZAZIONE ABBATTIMENTO PIANTE

VALUTAZIONE STABILITÀ DEGLI ALBERI

Specializzazione Valutazione Stabilità degli alberi con metodo VTA (Visual Tree Assessment) Claus Mattheck

- metodo VTA

- protocollo ISA (International Society of Arboriculture)



 ATTESTATI – SPECIALIZZAZIONI    
socio SIA (Società Italiana Arboricoltura) N. 1241 

Corso sulla VTA (Valutazione di Stabilità degli Alberi) Claus Mattheck (2013)

Corso “Verde Sicuro” – Orto Botanico Napoli (Novembre 2013)

Corso sulla VTA (Valutazione di Stabilità degli Alberi) Orto Botanico Portici (2014)

Corso sulla VTA I LIVELLO (2014)
Corso sulla VTA II LIVELLO (2015)
Il Verde urbano dopo il (Rhynchophorus ferrugineus) Punteruolo rosso delle palme




1. PREMESSA

La potenziale caduta di alberi o di parti di albero costituisce una non indifferente fonte di rischio per persone, animali e cose. Il custode dell’albero, che ha responsabilità civile e penale dei fatti e delle conseguenze dovute all’albero, ha il dovere di monitorare i fattori di rischio e di ridurre al minino la probabilità che un danno del genere si possa verificare. Per prevenire i danni dovuti alla caduta di alberi o di loro parti è necessario riconoscere precocemente le situazioni a rischio, in modo da poter intervenire tempestivamente per ridurne la pericolosità (magnitudo).

 

Le perizie di questo tipo devono essere eseguite da personale tecnico altamente qualificato e competente, che si deve attenere a protocolli operativi ed a metodologie di diagnosi che devono fornire dati scientificamente validi e oggettivamente verificabili.

 

 La perizia deve essere eseguita in modo da permettere a chiunque la legge di identificare correttamente la pianta; deve contenere una descrizione precisa e puntuale dei difetti biomeccanici riscontrati, le prescrizioni di intervento atte a ridurre l’eventuale pericolosità della pianta e l’intervallo di tempo entro il quale la pianta deve essere nuovamente controllata.

 

Tali requisiti sono stati esplicitati nel “ Protocollo ISA sulla valutazione di stabilità degli alberi”, elaborato dal gruppo di lavoro sulla stabilità degli alberi (GLSA) della Società Italiana di Arboricoltura (SIA), che definisce campo di applicazione e procedure tecniche della valutazione di stabilità degli alberi.

 

Le metodologie di analisi della stabilità degli alberi sviluppate nel corso degli anni sono molteplici; in Italia si fa solitamente riferimento alla scuola tedesca di Claus Mattheck e, più di rado, alle metodologie sviluppate da Lothar Wessolly.

 

La procedura diagnostica conosciuta con l’acronimo di VTA (Visual Tree Assessment), elaborata da Claus Mattheck, è certamente la procedura di valutazione di stabilità degli alberi più diffusa in Italia. Il metodo si fonda sul fatto che i difetti statici interni di un albero sono correlati a specifici sintomi visibili esternamente. L’analisi visiva, ovverosia il riconoscimento e la codificazione di tali sintomi, è la parte più delicata dell’analisi. Questa prima fase permette di identificare i soggetti sui quali è necessario compiere approfondimenti strumentali finalizzati a confermare e quantificare le anomalie strutturali che maggiormente influiscono sulla stabilità dell’albero. Gli strumenti utilizzati a tal scopo sono molteplici, e si basano su diversi principi: sulle variazioni di velocità di onde d’urto o di ultrasuoni nel legno (martelli a impulsi sonici e ultrasonici, tomografie soniche), sulle emissioni dei tessuti legnosi nell’infrarosso termico (termografia), sulle variazioni di conducibilità elettrica del legno (shigometro), sulla resistenza del legno alla penetrazione di una sonda (penetrometri), ecc.. Attualmente, gli strumenti più utilizzati per l’indagine delle condizioni interne del legno sono i penetrometri e i tomografi sonici.


2.  materiali e metodi

Come detto, in Italia la Valutazione di Stabilità degli Alberi, viene effettuata, principalmente, con il metodo VTA (Visual Tree Assessment) e protocollo ISA (International Society of Arboriculture).

Il metodo VTA, (Visual Tree Assessment) è stato elaborato dal prof. C. Mattheck (Direttore del Dipartimento di Biomeccanica presso l'Istituto di ricerca sui materiali II del Centro di ricerca di Karlsruhe, Germania).

La procedura VTA consta di tre fasi:

1.    accurata ispezione visiva di tutte le parti di ciascuna pianta, dal colletto (parte basale del fusto a contatto col terreno) alla chioma, per l'individuazione di eventuali anomalie “esterne”. Tale fase comprende anche la misurazione dei parametri dendrometrici (diametro, altezza, diametro medio e altezza di inserzione della chioma) e la verifica dello stato vegetativo e fitosanitario dell'albero;

2.    esame dei sintomi riscontrati nel corso della fase 1, mediante percussione con martello di gomma, sondaggio con asta metallica, ecc., al fine  di correlarli con eventuali anomalie “interne” alla pianta e, pertanto, non visibili esternamente;

3.    approfondimento strumentale  dei sintomi di cui alle fasi 1 e 2, dove ritenuto necessario dal tecnico, al fine di quantificare le  anomalie interne a ciascuna pianta e valutare la resistenza meccanica residua dell'intero albero o di sue parti. 

 

La verifica strumentale, se necessaria, dovrà essere effettuata mediante l'impiego di uno dei principali strumenti previsti dal metodo VTA:  il Tomografo (tomografia sonica: arbotom©), il Resistografo (trapano densitometrico) e Dynaroot (valutazione dinamica della propensione allo scalzamento delle zolle degli alberi).

In relazione ai sintomi/danni riscontrati ed alle misurazioni strumentali effettuate, sarà fornito un giudizio sintetico sulla stabilità biomeccanica dell'albero esaminato, secondo la scala di propensione al cedimento stabilita dalla SIA: attuale CPC (Classe di Propensione al Cedimento), in sostituzione della vecchia Classificazione FRC (Failure Risk Classification).

 

Qualora la classe venga definita “estrema” (classe D), si intende che, sono considerati superati i parametri di sicurezza per cui la pianta è da ritenersi instabile, potenzialmente pericolosa e deve essere abbattuta il prima possibile.

Quando il parametro di sicurezza non venga superato di poco e complessivamente la pianta presenti gravi sintomi/danni, la propensione al cedimento sarà definita “elevata” (classe C/D) e devono essere prescritti gli interventi necessari per garantirne la sicurezza onde far rientrare il rischio entro valori accettabili per la sicurezza di persone e cose: “classe C” (es. potatura di alleggerimento, consolidamenti etc.).

Qualora i sintomi/danni siano meno gravi e le misurazioni strumentali rivelino una condizione statica almeno sufficiente, la propensione al cedimento dovrà essere giudicata moderata, bassa o trascurabile, in proporzione alla situazione rilevata.

 

3. responsabilità civili e penali IN CASO DI SCHIANTO DI UN ALBERO

3.1. Soggetto responsabile: chi ha la custodia

La giurisprudenza acclarata in materia individua quale soggetto responsabile la figura del “custode”, di colui cioè che ha la padronanza e l’effettiva disponibilità di fatto della cosa, cioè che abbia un potere ed un contemporaneo dovere di governo su di essa (proprietario/amministratore/Ente Pubblico).

 

 

3.2. Responsabilità Civile

In caso di schianti di alberi e/o rami

vale il dettato dell’art. 2043 cod. civ.: “risarcimento per fatto illecito” che obbliga il proprietario (custode) a risarcire eventuali danni. La premessa è che vi sia un fatto doloso o colposo che, in ispecie si concretizza con la mancata valutazione della stabilità (da farsi solo e soltanto da un agronomo/forestale unici tecnici abilitati).

 

In parole povere, se l’amministratore non ha agito come un buon padre di famiglia FACENDO REDIGERE LA VALUTAZIONE DI STABILITà, risulta fatto colposo per cui vi è l’obbligo del risarcimento del danno. Viceversa se l’Amministratore, procede con diligenza a far verificare, una ad una le alberate, il fatto doloso non sussiste.

 

3.3. Responsabilità Penale

La responsabilità penale, è personale e le persone possono solo essere “persone fisiche”. Nel caso in ispecie, del proprietario o, se ente pubblico ad esempio del Comune, la responsabilità penale è del solo Sindaco pro-tempore che risponde personalmente di eventuali sue negligenze (ad esempio non imponendo di far effettuare la valutazione di stabilità delle alberate).

 

4. autorizzazione per abbattimento di piante

Il titolo abilitativo per effettuare oggi l’abbattimento di una pianta (non secca) è il Permesso di Costruire rilasciato previo autorizzazione paesaggistica con procedimento semplificato.

 

In realtà con l’evoluzione normativa attuale, nello specifico: D.P.R. 31 DEL 13.02.2017, art. 4, allegato A, Lettera 12: l'abbattimento CON SOSTITUZIONE rientra tra gli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica.

In tal senso e senza correre il rischio che una qualche commissione o la soprintendenza possa opporre dinieghi, oggi è possibile tagliare una pianta con una CILA (Comunicazione di Inizio Attività Asseverata), esecutiva lo stesso giorno della consegna purché supportata e corredata da due condizioni:

1)    una “pesante” documentazione tecnico-agronomica (redatta a scienza e coscienza) che dimostri la comprovata sussistenza del Pericolo, ma soprattutto del rischio per la pubblica o privata incolumità di persone, animali e cose;

2)     che l’abbattimento sia con sostituzione (porre a dimora un egual numero di piante della stessa specie o di specie diffuse nel comprensorio.



 

Responsabilità civile e penale in caso di schianto di un albero (Fausto Nasi)


COSTI INDICATIVI:

Istanza di abbattimento compreso relazione paesaggistica: € 800,00*

(*) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 1.100,00


Costo perizia VTA (valutazione stabilità) singolo albero € 500**

(**) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 900,00

ulteriori alberi oltre il primo: € 300/pianta

Autorizzazione per abbattimento di singole piante

 

SUOLO PRIVATO, nessun pericolo per la pubblica e privata incolumità, anche zone a vincolo (*1 e *2)
(*1) zona a vincolo 42/04
(*2) parco regionale/nazionale

1. il proprietario inoltra una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) al Comune per abbattimento con sostituzione ai sensi del DPR 31/2017 (D.P.R. 31 DEL 13.02.2017 Art. 4 allegato A - Lettera 12  abbattimento con sostituzione) - diritti di segreteria 75 bollo;

 

2. UN TECNICO di comprovata competenza (competenza e non esperienza => un dott. agronomo/forestale e non un geometra od un perito che fa quello da 50 anni), predispone un progetto con relazione agronomica, elaborati grafici e fotografici) a corredo della CILA;


3. Occorre indicare una ditta esecutrice ed allegare il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva);


(*1) zona a vincolo 42/04

4. si è immediatamente autorizzati al taglio (non occorre autorizzazione paesaggistica, obbligo di impiantare albero adulto di specie simile o anche diversa ma tipica della zona).

 

(*2) parco regionale/nazionale

4. il comune chiede nullaosta all'Ente Parco (non occorre autorizzazione paesaggistica);

 

5. Ottenuto il nullaosta si è autorizzati al taglio (obbligo di impiantare albero adulto di specie simile o anche diversa ma tipica della zona).


SUOLO PRIVATO, pericolo per la pubblica e privata incolumità, anche zone a vincolo (*1 e *2)
(*1) zona a vincolo 42/04 
(*2) parco regionale/nazionale

1. Sindaco emana ordinanza di abbattimento, la invia per conoscenza agli Enti detentori dei vincoli, si è immediatamente autorizzati al taglio;

2. Occorre indicare un Direttore dei lavori (agronomo) ed una ditta esecutrice allegando il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva);
3. alla fine occorre redigere certificazione di eliminato pericolo.


OFFERTA economica con prove di stabilità

VTA (Visual tree assessment)

Verifica statica visiva e strumentale su piante arboree mediante l'applicazione del metodo V.T.A. (Visual Tree Assessment), attuata secondo il protocollo ISA (International Society of Arboriculture), sia che si tratti di indagine ex novo che di ricontrollo, attraverso lo svolgimento delle seguenti fasi di indagine:

 

1.    Verifica morfostrutturale dell’elemento arboreo con indagine in quota;

 

2.    Verifica delle condizioni epigee mediante tomografia sonica a diversa quota e su ramificazioni principali e secondarie in funzione delle risultanze delle verifiche morfostrutturali visive;

 

3.    Verifica delle condizioni epigee mediante resistografo a diversa quota e su ramificazioni principali e secondarie in funzione delle risultanze delle verifiche morfostrutturali visive.

 

4.    Verifica delle condizioni ipogee mediante prova dinamica Dynaroot;

 

5.    Spese generali per assistenze e collaborazioni

6.    Restituzione dei dati al committente con relazione tecnico-agronomica sulla valutazione delle condizioni biomeccaniche e di stabilità e note prescrittive.


€ 2.800,00 (oneri piattaforma elevazione esclusi)



TARIFFARI0 ASSOVERDE Associazione Italiana Costruttori del Verde (VIGENTE 2017) 

 (acquistato: psw)

SEMINARI/CORSI/CURRICULA/INCARICHI/STRUMENTAZIONE  CURRICULA  






         

VOCE DI CAPITOLATO:

Verifica statica visiva e strumentale su piante arboree mediante l'applicazione del metodo V.T.A. (Visual Tree Assessment), attuata secondo il protocollo ISA (International Society of Arboriculture), sia che si tratti di indagine ex novo che di ricontrollo, attraverso lo svolgimento delle tre fasi di indagine:

1.      verifica visiva dei sintomi e dei danni esterni;

2.      valutazione tecnica dei sintomi e dei danni in rapporto alla stabilità dell'albero;

3.      eventuali misurazioni strumentali necessarie e sufficienti per verificare la stabilità dell'albero in modo preciso ed esauriente.

 

Le analisi strumentali saranno effettuate con l’utilizzo di:

·         Succhiello di Pressler;

·         Microscopio;

·         Frattometro;

·         RESISTOGRAPH PD500-Series (IML PowerDrill®)

·         ARBOTOM®

 

La scelta di: quali, quanti, del numero di prove e posizioni ove effettuare le eventuali indagini strumentali sarà a discrezione del tecnico valutatore (condizioni normali: al colletto, a 2 mt. ed alla imbrancatura).

Comprensiva di contrassegno numerico, documentazione fotografica e perizia tecnica a firma di tecnico abilitato (dott. Agronomo o dott. Forestale), descrittiva dei risultati della verifica e degli interventi manutentivi consigliati.  Escluso oneri autoscala o treeclimbing:



05/04/2015 | INCARICO ESTERNO COMUNE DI VICO EQUENSE
Valutazione Stabilità e propensione al cedimento alberate via A. Asturi, Città di Vico Equense

Comunicato CLICCA  




INCARICHI SVOLTI


2018 Incarico Esterno Comune di Vico Equense Determina N. 962 del 08/10/2015 Valutazione di stabilità alberate Plessi scolastici F. CAULINO IN MOIANO. incarico   determina    lettera di trasmissione

2016 Incarico Esterno Comune di Casola di Napoli Determina N. 9 del 05/02/2016 Valutazione di stabilità alberate Presenti nel Cimitero Comunale (determina di incarico)


2015 Incarico Esterno Comune di Vico Equense Determina N. 962 del 08/10/2015 Valutazione di stabilità alberate Plessi scolastici di Vico Equense (determina di incarico  convenzione)


2014 Incarico Esterno Comune di Vico Equense 05/04/2015 Valutazione di stabilità alberate via Asturi (determina  FOTO)


2014 Giacomo Rita Aut. 15467/2014 Vico Equense (*

2013 Giurazza Rosa Aut. 14641/2013 Vico Equense (*

2013 Di Girolamo Livia somma urgenza Aut. 08/2013 Sorrento (*

2013 Ing. Longobardo Aldo solo VTA trasmessa al Comune di Piano 07/2013 Piano di Sorrento 

2012 Hotel Mega Mare (punta scutolo) Aut. 20237/2012 Vico Equense (*

2010 Esposito Maria Angela Aut. 116402/2010 Vico Equense (*

2010 Congrega SS. Rosario Aut. 11161/2010 Vico Equense (*

2010 Mazza MArgherita Aut. 17505/2010 Vico Equense (*

2008 LL.PP. Comune di Vico Equense  Aut. Interna 2008 Vico Equense (*

Notaio Stefano Cimmino Aut. 14502/2007 Vico Equense (*

Curcio Elena Aut. 16425/2006 Vico Equense (*

Evangelista Claudia Aut. 26855/2006 Vico Equense (*

Cannas Ottavio Aut. 76852/2006 Vico Equense (*

Nathalie Rossetti Aut. 26854/2006 Vico Equense (*

Celentano Laura Aut. 20531/2006 Vico Equense (*

Preside Scuola media F. Caulino Aut. 23654/2005 Vico Equense (*

REPLANTING - Spostamento piante di olivo (Sireneo d'Aequa) GUARDA IL VIDEO CLICCA 

 

(*) autorizzazione rilasciata ed abbattimento effettuato

 

 



  Funghi di rilevanza statica delle piante: raccolta fotografica sui principali funghi importanti per la stabilità delle piante CLICCA







MAIL INVIATA da raffaele starace DOPO IL CORSO ALLO SCIENZIATO CLAUS MATTHECK FONDATORE DEL METODO VTA, IN DATA 24/03/2013

  

EVALUATION STABILITY OF TREES 

Salerno/Campania/Italy

Date: 22/03/2013

“The scientist Prof. Claus Mattheck?! It is a lunatic, but...

but ...

BUT ABSOLUTELY A GREAT, I CONFIRM!

(Great scientist, great professional, great teacher, great connoisseur and expert on the subject, but also great character) - Raf Starace

HAAAAARRRRRGGGGGG (He screeeeeammmm) ...
when I see someone sleeping, that's what I'll do!

Every minute sleep, WILL BE ONE MINUTE THAT YOU LOST THE VS LIFE, THAT YOU PAID TO LOSE ... HAAAAARRRRRGGGGGG”

 

 

 

RISPOSTA DEL PROF. MATTHECK:

Da:  mattheck@web.de

Inviato il:  24-mar-2013 14.46

A:  "RAFFAELESTARACE"

Cc:

Oggetto:  Re: VTA HOTEL SALERNO 22 MARZO 2013

Thank you for your kind words , god bless you!  Arrrrrrghhhhhh!!!! Claus

_____________________________________

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Diese E-Mail enthält vertrauliche und/oder rechtlich geschützte Informationen. Wenn Sie nicht der richtige

Adressat sind oder diese E-Mail irrtümlich erhalten haben, informieren Sie bitte sofort den Absender und

vernichten Sie diese Mail. Das unerlaubte Kopieren, Drucken sowie die unbefugte Weitergabe dieser Mail ist

streng verboten.

Am 24.03.2013 um 14:36 schrieb "RAFFAELESTARACE" :





ARTICOLO PUBBLICATO SULLA SEZIONE L'ESPERTO RISPONDE DI POSITANONEWS:

"determinazione dell'età delle piante"


 clicca







 

 

Cos’è il metodo VTA

Il VTA (Visual Tree Assessment in: Mattheck & Breloer, 1994) è una metodologia di indagine, che viene eseguita per la valutazione delle condizioni strutturali dell’albero.

 

Esso si basa sulla identificazione degli eventuali sintomi esterni che l’albero evidenzia in presenza di anomalie a carico del legno interno; anche laddove non esistano cavità o evidenze macroscopiche del decadimento in corso (ad esempio, funghi che si sviluppano sui tessuti legnosi, è possibile, attraverso il riconoscimento di tali sintomi, cogliere il segnale della presenza di difetti meccanici e fisici all’interno dell’albero.


Se vengono individuati dei sintomi di difetto, questi devono essere confermati da metodi di
 analisi approfonditi e devono poi essere dimensionati. Così, alberi sani vengono esaminati in modo non distruttivo, e solo se i sospetti vengono confermati si procede ad un’indagine più approfondita dell’albero. In Italia la metodologia VTA è liberamente praticabile non essendo normativamente riservata ad alcun ordine professionale, tuttavia richiedendo complesse conoscenze interpretative agronomiche, botaniche e forestali, è normalmente svolta da agrotecnici ed agrotecnici laureati e da dottori agronomi e forestali, entrambi iscritti nei rispettivi albi professionali, nonché da altri soggetti competenti per esperienza.

 

 

Il metodo VTA si svolge in tre fasi:

1. Controllo visivo dei difetti e della vitalità. Se non si riscontrano segnali preoccupanti, l’esame è terminato. L’indagine visiva viene effettuata considerando l’albero nella sua interezza e prendendo in considerazione la sua morfologia, il suo aspetto fisiologico e le sue caratteristiche biomeccaniche.

2. Analisi strumentale (Identificazione del difetto). Se vengono riscontrati sintomi di difetti, essi vengono esaminati per mezzo di un’indagine più approfondita (percussione con martello tradizionale, percussione con martello ad impulsi, Resistograph, Arbotom) per stimare la localizzazione del punto debole e la sua espansione assiale.

3. Determinazione della dimensione del difetto e della qualità del legno con applicazione di criteri di previsione di schianto per stabilire se l’albero è pericoloso metodo VTA prevede quindi un’analisi più approfondita solo per i soggetti che manifestano uno o più difetti tra quelli sopra elencati. Dimensionamento dello spessore della parete residua. Se il difetto rilevato è preoccupante deve essere dimensionato per valutare lo spessore residuo della sezione trasversale della parete. Come fattore di sicurezza per alberi con piena vegetazione viene assunto il valore t / R maggiore od uguale a 0,3 (dove t è lo spessore di parete residua sana e R è il raggio del tronco nel punto della misurazione). Se dimensionando il difetto si ha la prova di un'alta probabilità di rottura e l'albero è scarsamente vitale, allora è da sostituire. Se deve essere assolutamente risparmiato, perché è un esemplare raro, carico di storia, allora è possibile ridurre i rischi di danneggiamento con opportuni interventi di tipo manutentivo.

 

Protocollo ISA®

Onde uniformare la metodologia di attuazione del metodo V.T.A. ideato, come detto, dallo scienziato tedesco Prof. Claus Mattheck, la S.I.A.[1] (Società Italiana di Arboricoltura) ha messo a punto il protocollo ISA. Protocollo ISA – SIA:

1. Oggetto e scopo della valutazione della stabilità degli alberi

2. Procedure di massima dell’analisi visiva

3. Procedure di massima dell’analisi strumentale

4. Restituzione dei dati al committente

5. Durata delle analisi e classificazione dei rischi

6. Note operative per la messa in sicurezza

7. Limiti applicativi nelle procedure di verifica di stabilità.



[1]  Chapter Italiano dell’International Society of Arboriculture

  

Classe di propensione al cedimento

Come da metodo V.T.A. attuato con protocollo ISA, il risultato finale della valutazione di Stabilità deve permettere l’attribuzione di una Classe di Propensione al Cedimento (CPC). La SIA, nell’attuazione del protocollo di stabilità relativo ha ridefinito recentemente la classificazione sostituendo quella che era la FRC (Failure Risk Classification), con l’attuale e vigente CPC.

CSP - Nuova Classificazione della Propensione al Cedimento degli alberi© redatta dalla S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura che sostituisce integralmente la vecchia classificazione FRC (Failure Risk Classification) per la determinazione della stabilità degli alberi.

Classe

Definizione

A

Trascurabile

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.

B

Bassa

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero non si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

C

Moderata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni. L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questa avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e, qualora realizzati, potrà modificare la classe di pericolosità dell'albero.

* É ammessa una valutazione analitica documentata.

C/D

Elevata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo  visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia drasticamente ridotto. Per questi soggetti il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell'albero. Nell'impossibilità di effettuare i suddetti interventi l'albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

* È ammessa una valutazione analitica documentata.

D

Estrema

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. * Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai, quindi, esaurito. Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

* È ammessa la valutazione analitica documentata.

 


 



Obiettivo principale del metodo S.I.A., che trova l’applicazione ideale per gli alberi posti in spazi aperti oppure lungo arterie stradali o, infine, in parchi e giardini in cui si compiono le ordinarie pratiche manutentive, è calcolare la capacità di sopportazione dei carichi, ossia della forza del vento, una volta determinati l’altezza dell’albero, la forma della chioma, il diametro del tronco, la specie botanica e l’esposizione dell’albero.

 

L’esposizione dell’albero al vento è stabilita in base alle indicazioni di Davenport, che considerano la diversa posizione della pianta:

· aperta campagna (pianta completamente esposta al vento);

· area periurbana, ossia paese o territorio con edifici bassi (pianta parzialmente protetta dal vento);

· città (pianta protetta dal vento).
Per mezzo di alcuni grafici di riferimento, ricavati dai modelli studiati da Wessolly, è possibile calcolare se il diametro del tronco è sufficiente a sopportare il carico di vento (intensità di Beaufort di grado 11 = 32, 6 m/s ), stabilendo di conseguenza il fattore di sicurezza statica ottimale della pianta (Sb). Con valori elevati di Sb, cioè se il diametro è più grande di quello necessario per resistere alla forza del vento, l’albero dispone di un’elevata riserva statica e può essere accettata una certa quantità di legno degradato. In sintesi:

· Sb superiore a 150%: il valore minimo accettabile per un’adeguata sicurezza è 150;

· Sb tra 100% e 150%: è necessario, sulla base delle condizioni ambientali e in special modo dell’esposizione ai venti dominanti presenti in zona, definire i criteri operativi per riportare la pianta ad un adeguato range di sicurezza;

· Sb eguale o inferiore a 100%: l’albero non presenta condizioni di stabilità sufficienti. Per gli alberi in queste condizioni la conservazione è ammissibile soltanto se non si riscontrano alterazioni significative del legno e se si attuano interventi di manutenzione. In quest’ultimo caso è, perciò, indispensabile eseguire immediatamente le prescrizioni indicate (grado 1: urgenza assoluta, lavori da realizzare immediatamente).

La relazione tecnica relativa all’indagine prevede la determinazione per ciascun albero di:

· Specie;

· Ubicazione rispetto agli altri alberi;

· Descrizione delle condizioni della pianta;

· Classe di rischio fitostatico o di propensione al cedimento;

· Classe fitosanitaria;

· Modalità di intervento;

. Grado di urgenza dell’intervento.

 

F.to Raffaele Starace, dottore Agronomo

 

 

 

 




 

 

AUTORIZZAZIONI PER L’ABBATTIMENTO ALBERATURE


DAL 6 APRILE 2017: D.P.R. 31 DEL 13.02.2017 ART. 4 allegato A - Lettera 12 
L'ABBATTIMENTO CON SOSTITUZIONE - Rientra tra gli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica

Il provvedimento è entrato in vigore il 6 aprile 2017.

 DPR 31/2017 DPR Bosetti&Gatti

 interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica  allegato A punto 14 (sostituzione di alberi o arbusti)
Circolare MIBACT (Soprintendenza)


Zona non vincolata,
nessun regolamento del verde, albero non censito monumentale: basta semplice richiesta al comune allegando relazione agronomica del perchè se ne chiede abbattimento. Il comune rilascia, se lo ritiene, nullaosta all’abbattimento. Comunicazione di inizio, direzione lavori, ditta esecutrice e rispetto condizioni di sicurezza D.Lgs. 81/2008-106/2009


Alberature ubicate in aree sottoposte a Vincolo Paesaggistico

Per l'abbattimento di alberature ubicate in area sottoposta a Vincolo ai sensi art. 134C – 136 e 142 D.Lgs. 42/04, in osservanza all'art. 146 stesso Decreto, occorre richiedere preventiva autorizzazione paesaggistica (Procedimento Semplificato D.P.R. 139/10 alleg. 1 lett. 36). 

In realtà, è ns interpretazione che non sia  “Conditio sine qua non”  il fatto che il territorio sia vincolato ai sensi del 42/04 od altro vincolo, ma il singolo albero o le alberature debbano avere “cospicui caratteri di bellezza naturale” anziché “distinguersi per la sua/loro non comune bellezza” anziché “caratteristico aspetto avente valore estetico 

Per cui un ailanto (Ailanthus), anche se si trova a Sorrento anzichè a Capri, anzichè a Firenze, non può e non deve essere oggetto di parere preventivo della Soprintendenza.

Va da se che quando un albero non ha le caratteristiche particolari del 42/04 ed il Comune non ha un “Regolamento del verde”, lo stesso nON RISULTA SOGGETTO AD AUTORIZZAZIONE ALL’ABBATTIMENTO:

Capo II
Individuazione dei beni paesaggistici

Articolo 136
Immobili ed aree di notevole interesse pubblico

 

1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;
d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

 

Alberature ubicate in aree non sottoposte a Vincolo Paesaggistico

Eventuali disposizioni del Regolamento del Verde, fermi rimanendo ovviamente diritti di terzi, nonché prescrizioni, tutele e disposizioni di diversa natura e competenza (NTA del PRG – Atti d'Obbligo - prescrizioni originario Permesso di Costruire – nonché R.C. Tutela Animali D.C.C. n° 275/05). In genere le alberature presenti in aree NON sottoposte a Vincolo Paesaggistico ai sensi D.Lgs. 42/04 possono essere abbattute senza la preventiva autorizzazione paesaggistica


Se l’albero/i si trova in zona vincolata, ma l’abbattimento presenti caratteristiche di urgenza motivata da ragioni di pericolo per la pubblica incolumità, può essere inoltrata  al Servizio Verde Gestione una  richiesta in carta libera di emissione di un’ordinanza sindacale urgente di abbattimento per pericolo per la pubblica incolumità.

La richiesta può essere inoltrata dal proprietario dell’albero e va corredata da relazione fisiopatologica o fitostatica da parte di un Dottore Agronomo, con la descrizione delle caratteristiche della pianta, fotografie e motivazione della richiesta, che attesti i motivi di urgenza.

 

 


Quando è necessario abbattere una pianta: Differenza fra RISCHIO E PERICOLO


PERICOLO: possibilità intrinseca di rotture e/o cedimento

RISCHIO: possibilità di estrinsecare il pericolo (fare danni)

Due piante sono entrambe pericolose (i rami si possono spezzare e la pianta si può ribaltare). Per semplicità diciamo che sono pericolose allo stesso identico modo.

Una delle piante si trova in un bosco sperduto, lontanissimo dove non passa mai nessuno => RISCHIO basso,

l’altra si trova in un parco giochi frequentato ogni giorno da moltissime persone e bambini => RISCHIO elevato.

Le due piante pur avendo la stessa identica PERICOLOSITÀ, sono differenti per rischio: quella nel bosco, pur essendo pericolosa, se cade non ha la minima possibilità di fare danni => rischio basso => non serve abbatterla.

Quella nel parco, se cade, sicuramente potrebbe fare danni => rischio elevato => abbattimento (se non è possibile altro).

Se una pianta è pericolosa, si può cercare di evitarne l’abbattimento??!

Risposta: SI se si può attenuarne il RISCHIO.

MA COME??!

In svariati modi, purchè si riporti il RISCHIO entro limiti stabiliti di tolleranza:

1) rendere impossibile l’accesso all’area di sedime e di proiezione della chioma e del tronco => il RISCHIO si  abbassa entro limiti di sicurezza e non è più necessario abbattere la pianta;

2) consolidarne i rami ed il tronco;

3) altro:

¨potatura rimonda  ¨potatura alleggerimento  ¨potatura epicormici  ¨diradamento  ¨spalcatura  ¨accorciam.   

¨trattamenti fitosanitari  ¨arieggiamento  ¨drenaggio  ¨arieggiamento  ¨diserbo  ¨arieggiamento ¨concim.

¨ammendamento  ¨protezione cavità  ¨irrigazione

¨consolidamento statico ¨consolidamento dinamico  ¨consolidamento di tenuta

¨tirante con cavi d’acciaio  ¨tirante con fasce  ¨tirante sintetico tubolare

¨consolidamento statico branche dyneema o fune d’acciaio ¨legature branche PP BOA/COBRA

¨consolidamento tridimensionale TREEGUARDIAN/BRACINGSYSTEM/TREE SAVE

¨legature branche PES  ¨legature branche PA  ¨prova di trazione  ¨monitoraggio pendenza

 

¨ancoraggio pianta con cavi di acciaio  ¨supporto  ¨puntellamento  ¨parafulmine  ¨interdizione  


QUALI SONO I LIMITI ACCETTABILI DI TOLLERANZA??!

Chiedetelo ad un agronomo => Fai da Te senza me ahi ahi ahi..!   ^_*



COSTI INDICATIVI:

Istanza di abbattimento compreso relazione paesaggistica: € 800,00+IVA*

(*) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 1.100,00+IVA


Costo perizia VTA (valutazione stabilità) singolo albero € 500+IVA**

(**) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 900,00+IVA
ulteriori alberi oltre il primo: € 200

SCHEDA VTA STUDIO STARACE (PASSWORD)