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PERGOLATI SORRENTINI » dott. Raffaele Starace, agronomo

Doctum doces



 


  

 

  visualizza gli elementi strutturali dl pergolato: allirti, currienti, cavalli, curreje, poze

Pergolato Semplice: allirti, cavalli, currienti, poze
Pergolato doppio corrente: allirti, cavalli, currienti, curreje, poze


LEGGE REGIONALE CAMPANIA 31 MARZO 2017 N. 10 COMMA 42 - PALI LEGA METALLICA 

31/03/2017 Grazie al lavoro dell'on. Alfonso Longobardi (Consigliere Regionale legislatura De Luca), è stato modificato il Disciplinare di Produzione del Limone IGP Sorrento.

Al comma 42 del collegato alla Legge di Stabilità (L.R. 10/2017 co 42), viene sancita la legittimità di quanto già disposto dalla Commissione Europea con regolamento (CE) 10 gennaio 2011, n. 14, ovvero, la legittimità dell'uso di pali in lega metallica.

 L.R. 31 marzo 2017 n. 10 - comma 42



titolo abilitativo urbanistico (autorizzazione per installazione pergolato)

L’installazione di un pergolato in pali di castagno a protezione di una coltivazione (limoneto), stante il disposto della L. 73/2010, art. 1 lettera d), rientra nella tipologia edilizia di ATTIVITà EDILIZIA LIBERA, per la qual cosa, non occorre effettuare alcun adempimento al Comune, salvo che per eccesso di zelo non si effettui una comunicazione di opere di ordinaria manutenzione (che per definizione sono attività edilizie libere). RS





                                             

FINANZIAMENTI PER COSTRUIRE PERGOLATI PSR CAMPANIA 2014/2020

1° INSEDIAMENTO IN AGRICOLTURA Premio 50.000€ + finanz. fondo perduto 70% elevabile al 90% se zona svantaggiata

AMMODERNAME. AZ. AGRICOLE Finanziamento in conto capitale del 50% elevabile al 70% se zone montane/svantag.

 


Origini del limone nel Mondo: 2400 a.C. – Shu-King book of History (libro della storia)

 



Origini del limone in Italia: 1951 già c'era – Scavi di Pompei


TUTTE LE NOTIZIE SULLE ORIGINI DEL LIMONE CON FOTO : CLICCA



Il Pergolato tipico sorrentino

PERGOLATO TIPICO SORRENTINO IN PALI DI CASTAGNO E PAGLIARELLE
Per la costruzione del pergolato (prevola) si usano i pali di castagno (lieveni o levene) e ricordiamo che la maggior parte dei castagneti della Penisola sono cedui e sono utilizzati per produrre pali e pertanto vengono tagliati dopo un periodo di 12-15 anni. 

I più grossi e diritti (‘mpieri, ma anche allirti) sono piantati in terra, secondo una griglia a maglia quadrata di 2,80 metri di lato, per una profondità di circa un metro lasciando all’esterno 5/6 metri. Oltre un metro più in basso delle cime dei pali si crea una griglia di pali un po’ più sottili che portano nomi diversi a seconda della loro posizione: i currienti reggono i cavalli e con essi formano i quadrati che hanno i vertici negli allirti; sempre perpendicolarmente ai currienti e poggiati su di essi, fra i cavalli, si stendono le currejeche quindi dividono i quadrati a metà formando dei rettangoli. Fra currienti e curreje si stendevano quindi le pagliarelle

Per evitare sbandamenti e per dare maggiore solidità a tutta la struttura del pergolato si aggiungevano delle diagonali poze (con la o chiusa), utilizzando per ciascuna di esse due o tre lieveni scelti fra quelli più storti e irregolari. Infine si creava un altro livello di currienti più o meno a metà dell’altezza dei ritti. Currienti, curreje e cavalli, per essere accoppiati alle estremità e dare quindi continuità alla struttura, dovevano essere assottigliati alla base. Questa operazione si chiamava spalettatura e si effettuava con un’ascia a forma di zappa dopo aver bloccato il palo, posto in diagonale, contro una base di legno. Le parti tagliate si chiamavano tacche. 

Tutti i fissaggi venivano effettuati a mano senza uso di chiodi, ma solo con legature di filo di ferro da 1 mm. Questo si comprava in matasse e poi veniva trasferito su bastoncini di legno (mazzarielli, ovviamente di castagno) utilizzati anche come leva per ottenere una legatura stretta. Il trasferimento dalla matassa al pazzariello avveniva con l’ausilio di un apposito congegno detta molto genericamente machinetta. Per essere fissato il mazzariello aveva una delle due estremità quadrata.

Nel limoneto tradizionale al centro di ogni quadrato, quindi fra quattro ‘mpieri, c’era un albero circondato da una piazzola circolare ribassata (fonte), ciò per trattenere l’acqua quando non si irrigava ancora con i moderni metodi. Infatti, se oggi si usano gli impianti a goccia o altri sistemi simili, un tempo si scavavano (con la zappa) dei canali che correvano lungo i poggetti che separavano le fonti e quindi, aprendo la vasca di raccolta acqua che si trovava nella parte più alta dell’agrumeto, si riempivano le fonti una per volta deviando il flusso dell’acqua chiudendo un canale e aprendo il successivo più a valle. Per questo motivo l’agrumeto classico doveva essere terrazzato e le terrazze avevano una leggera pendenza verso valle.

Particolari costruttivi clicca



Le pagliarelle in Penisola Sorrentina

In tutta la penisola Sorrentina gli agrumeti, per fornire una buona produzione di frutti, devono essere protetti dalle gelate notturne, dalla pioggia forte e dalla grandine. Per moltissimi anni sono stati quindi coperti da un tetto di pagliarelle poggiate su di un alto pergolato, ma negli ultimi decenni reti di plastica verdi o nere a maglia stretta hanno sostituito le tradizionali pagliarelle. Queste sono degli “scudi” di paglia tenuta insieme da listelli di legno. Hanno una dimensione prestabilita (200x120cm), ovviamente compatibile con le dimensioni del pergolato. La costruzione delle pagliarelle era, ed è tuttora, completamente manuale e richiedeva una certa abilità.

Si procedeva in questo modo: si preparava un telaio rettangolare (telariello) di listelli di castagno tagliati longitudinalmente a metà (chierchie): i quattro lunghi (perecuni) erano ricavati dalla parte più spessa e robusta e i quattro corti (traverse) da quelle con qualche irregolarità. Le traverse venivano inchiodate sui perecuni, entrambi con la parte curva all’esterno. 

Il telariello veniva poi poggiato su una specie di tavolo, fatto di assi di legno montate su due cavalletti, e sopra vi si stendevano due strati di paglia di grano, uno opposto all’altro, nel senso delle traverse (foto 1 – foto 2 – foto 3). Quindi si fermava la paglia con altri quattro listelli di castagno (cimme), più sottili dei pereconi, inchiodati su questi ultimi faccia contro faccia in modo da lasciare all’esterno tutte le parti curve (foto 4 – foto 5 – foto 6). Per questa ultima operazione si usavano chiodi un po’ più lunghi che, dopo aver attraversato i tre listelli sporgevano di vari millimetri dall’altro lato, quindi si girava la pagliarella (foto 7) e si ribattevano le punte in modo da fissare definitivamente il tutto e non creare pericoli. 

Con una piccola accetta o con delle apposite lunghe lame (curtielli) si tagliava la paglia in eccesso in modo da ottenere un bordo diritto, sporgente solo di pochi centimetri dal telaio; attualmente è più comune usare delle grosse cesoie (foto 8).

Per completare la pagliarella si dovevano tagliare le parti sporgenti delle cimme (effettivamente le cime delle chierchie). Infatti questi erano i soli listelli non tagliati a misura essendo la parte che restava della chierchia intera dopo aver tagliato gli altri pezzi. Per questa ragione di solito eccedevano la misura della pagliarella e la parte sporgente veniva stroncata con il serracchio (saracco) (foto 9). 

Le pagliarelle prodotte durante l’estate venivano sistemate in alte pile (cataste). Dopo il primo inverno passato sul pergolato, non si riportavano a terra, ma venivano  accatastate sulla prevola e coperte da quattro di esse a mo’ di tetto spiovente formando le cosiddette cupole 'e pagliarelle (foto 10). 

Verso novembre si copriva (accommogliava) l’agrumeto (foto 11), cioè le pagliarelle venivano stese sul pergolato, e all’inizio della primavera si scommogliava e si ricostruivano le cupole ‘e pagliarelle che ai più apparivano come strane casette.



costi per la realizzazione di un pergolato

Sono definiti dal tariffario per le opere di miglioramento edito dalla Regione Campania anno 2010 CLICCA

In dettaglio le voci di costo sono:

 

VOCE DI TARIFFA 11.006b

-pergolato tipico della costiera sorrentina costituito da:- pali di castagno scortecciati della lunghezza di m 7 e del diametro in punta di cm 6-7 posti obliquamente con funzione di puntelli (detti "poze" e "contrapoze"), in numero non inferiore al 25% degli "allirti". Il tutto posto in opera e legato con filo di ferro zincato del n.10:

* per il pergolato a doppio corrente al m²

Costo € 14,05/mq

 

VOCE DI TARIFFA 11.006b

- maggiorazione per il trattamento al piede dei pali verticali, "allirti", per un'altezza di almeno 80 cm

Costo € 0,62/mq

 

VOCE DI TARIFFA 11.006c

Copertura dei pergolati: - con rete in plastica di colore nero o verde o neutro (percentuale di ombreggiamento non inferiore al 60%)

Costo € 2,05/mq

 

VOCE DI TARIFFA 11.006c

Frangiventi: - con rete in plastica di colore nero o verde o neutro (percentuale di ombreggiamento non inferiore al 60%)

Costo € 2,05/mq

 

VOCE DI TARIFFA 11.006c

Copertura dei pergolati: - con pagliarelle di paglia su telaio di doghe di castagno  

Costo € 5,07/mq

 

VOCE DI TARIFFA 11.006c

Copertura dei pergolati: - con pagliarelle, anche di "cannuccia"

Costo € 7,92/mq

 

VOCE DI TARIFFA 11.006c

Copertura dei pergolati: - con altra copertura di origine vegetale

Costo € 5,07/mq

 


costo medio di un pergolato sorrentino a doppio corrente

- pergolato €  14,05/mq

- maggiorazione per bruciatura al piede € 0,62

- copertura in rete [ombreggiatura 60-70%] (oggi è difficile trovare chi lo voglia realizzare in pagliarelle) € 2,05/mq

- frangivento in rete [ombreggiatura 90%]  € 2,05/mq

TOTALE € 18,77/mq => PER 1 ETTARO (10.000mq) => € 187.700


 PERGOLATO REALIZZATO CON FINANZIAMENTO PSR CAMPANIA, PROSPICIENTE CHIESA  DI SCHIAZZANO A MASSA LUBRENSE NAPOLI  

DETERMINA DI CONCESSIONE DEL FINANZIAMENTO CLICCA


Marseglia Michele pergolato pali castagno e limoneto IGP Sorrento su ex bosco 


FOTO realizzazione pergolato prima   durante  dopo

Documentazione

Disciplinare di produzione(aggiornato ai sensi del Reg. 14/2011 - pubblicato sulla GU Serie Generale n. 24 del 31-1-2011)

Regolamento CE n. 14 del 10.01.11

Regolamento (CE) n. 2446/2000

Scheda del prodotto sulla GUCE

Area di produzione