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I.A.P. - Capac. Prof » dott. Raffaele Starace, agronomo

 

“Tutto" è tanta roba



  


Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) in Campania

Cos’è, quando serve, come si ottiene


1. Cos’è l’Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)

L’Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) è la figura giuridica che ha sostituito, a tutti gli effetti, il precedente Imprenditore Agricolo a Titolo Principale (IATP), ed è definita dall’art. 1 del D.Lgs. 99/2004, come modificato dal D.Lgs. 101/2005.

È IAP il soggetto che:

  • esercita attività agricole ai sensi dell’art. 2135 c.c. (coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse);
  • è in possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali;
  • dedica all’attività agricola almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo;
  • ricava dall’attività agricola almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro.

?? In zone montane o svantaggiate, tali percentuali sono ridotte al 25% (tempo e reddito), secondo quanto stabilito dalla normativa comunitaria recepita dalla Regione Campania

TUTTO RAF Delibera n. 339 29_02…

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2. Quando “serve” la qualifica IAP

La qualifica di IAP non è un titolo formale, ma uno status giuridico-economico che produce effetti concreti.

È richiesta o fortemente rilevante in caso di:

  • accesso a agevolazioni tributarie e creditizie previste dalla normativa agricola;
  • partecipazione a bandi regionali, nazionali o comunitari (PSR/CSR, PNRR, GAL, ecc.);
  • riconoscimento della professionalità agricola in procedimenti amministrativi complessi;
  • applicazione di regimi agevolati legati al compendio unico e alla continuità aziendale;
  • verifiche istruttorie su reale natura imprenditoriale dell’azienda agricola.

?? La Regione Campania chiarisce che lo status di IAP è inscindibilmente legato:

  • alle condizioni soggettive del richiedente;
  • alle condizioni oggettive e reddituali dell’azienda agricola.

La perdita di tali condizioni può determinare revoca della qualifica e decadenza delle agevolazioni

TUTTO RAF Delibera n. 339 29_02…

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3. Chi può ottenere il riconoscimento IAP

Il riconoscimento dello status di IAP può essere richiesto da:

?? Persone fisiche

  • titolari di impresa agricola individuale;
  • conduttori di azienda agricola con adeguata dimensione economica e lavorativa.

?? Persone giuridiche (società agricole)

A condizione che lo statuto preveda l’esercizio esclusivo di attività agricole ex art. 2135 c.c.

In particolare:

  • società di persone ? almeno un socio (accomandatario nelle SAS) deve essere IAP;
  • società cooperative ? almeno un socio amministratore deve essere IAP;
  • società di capitali ? almeno un amministratore deve essere IAP.

?? È vietato il doppio riconoscimento IAP per la stessa persona su più società contemporaneamente.


4. Requisiti tecnici verificati in istruttoria

La Regione Campania, tramite gli uffici competenti, verifica tre requisiti fondamentali:

4.1 Conoscenze e competenze professionali

Il requisito è soddisfatto se il richiedente possiede almeno una delle seguenti condizioni:

  • titolo di studio agrario o forestale (o veterinario per aziende zootecniche);
  • almeno 3 anni di attività agricola documentata con copertura previdenziale;
  • frequenza con profitto di corso di formazione regionale =150 ore;
  • superamento di esame dinanzi a Commissione provinciale.

4.2 Tempo di lavoro dedicato

Il tempo minimo richiesto è:

  • 1.100 ore annue (pari a 137,5 giornate lavorative)
  • 550 ore annue nelle zone montane/svantaggiate

Il calcolo si basa sul fabbisogno lavorativo aziendale (ULA – Unità Lavorativa Aziendale), non su mere dichiarazioni astratte

TUTTO RAF Delibera n. 339 29_02…

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4.3 Reddito da lavoro agricolo

Il reddito agricolo deve risultare prevalente sul reddito globale da lavoro, ed è determinato mediante:

  • prospetto aziendale (PLV);
  • dichiarazioni fiscali (IRAP, IVA, UNICO);
  • scritture contabili o bilanci (per le società);
  • contributi pubblici percepiti (UE, Stato, Regione).

?? L’istruttoria confronta:
Reddito agricolo / Reddito globale da lavoro


5. Come si ottiene l’IAP in Campania (procedura)

5.1 Autorità competente

La competenza per:

  • istruttoria,
  • certificazione,
  • controlli,
  • revoche

è attribuita agli STAPA-CePICA territorialmente competenti, che operano per conto della Regione Campania

TUTTO RAF Delibera n. 339 29_02…

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5.2 Presentazione della domanda

Il richiedente:

  • presenta istanza formale di riconoscimento;
  • rende dichiarazioni sostitutive ai sensi del DPR 445/2000;
  • si impegna a mantenere i requisiti nel tempo.

L’istruttoria prevede:

  • controllo amministrativo su tutte le domande (100%);
  • eventuale sopralluogo in azienda;
  • inserimento nel Registro provinciale e regionale degli IAP.

5.3 Attestazione provvisoria

In presenza di requisiti non ancora pienamente maturi, può essere rilasciata:

  • attestazione IAP provvisoria (durata max 2 anni),

utile per alcune agevolazioni, con obbligo di conseguire i requisiti definitivi entro i termini stabiliti

TUTTO RAF Delibera n. 339 29_02…

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6. Obblighi e controlli successivi

Il soggetto riconosciuto IAP:

  • deve mantenere i requisiti per almeno 5 anni dall’ottenimento delle agevolazioni;
  • deve comunicare ogni variazione rilevante (soggettiva o aziendale);
  • è soggetto a controlli amministrativi e in loco (campionamento =5%).

La perdita dei requisiti comporta:

  • revoca dello status di IAP;
  • decadenza delle agevolazioni eventualmente ottenute.

7. Nota tecnica conclusiva

Il riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale in Campania non è una procedura meramente formale, ma un accertamento sostanziale fondato sulla coerenza tra professionalità del soggetto, organizzazione dell’azienda agricola, tempo di lavoro dedicato e capacità reddituale, secondo criteri stabiliti dalla normativa statale e puntualmente disciplinati dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 339/2008.

 


Nota tecnica (fatti / interpretazioni / rischio):

  • Fatto: la definizione e i requisiti base discendono dal D.Lgs. 99/2004.
  • Interpretazione prudenziale: per atti con benefici fiscali è spesso necessario allineare qualifica IAP + posizione previdenziale + tempistiche dell’atto.
  • Rischio tipico: chiedere “a ridosso” di un rogito o di una domanda di incentivo senza una timeline istruttoria realistica.

Requisiti sostanziali (quelli che contano in istruttoria)

Il D.Lgs. 99/2004 richiede, in sintesi:

  1. Competenze/conoscenze professionali in agricoltura (da dimostrare tramite titoli/esperienze o tramite percorso regionale dedicato).
  2. Prevalenza del lavoro: almeno 50% del proprio tempo di lavoro complessivo dedicato ad attività agricola.
  3. Prevalenza del reddito da lavoro: almeno 50% del reddito complessivo da lavoro derivante da attività agricola (con esclusioni specifiche previste dalla disciplina).

Per le società agricole: la qualifica può rilevare attraverso la posizione di soci/amministratori secondo le condizioni previste dalla norma e dalle prassi regionali; in genere l’istruttoria verifica anche la coerenza della compagine e dei ruoli con il requisito IAP.


Come si ottiene l’IAP in Campania (procedura aggiornata)

In Regione Campania la domanda di riconoscimento è gestita in modalità telematica tramite i Servizi Digitali regionali (accesso con SPID/CIE/CNS). Dal 16 gennaio 2023 la presentazione è indicata come modalità esclusiva online.

Schema operativo (procedurale)

  1. Preparazione requisiti:
    • anagrafica e posizione dell’impresa (ditta individuale o società);
    • elementi a supporto di tempo-lavoro e reddito;
    • capacità professionale (titolo/esperienza o attestazione).
  2. Accesso al servizio digitale “Riconoscimento IAP” e invio istanza con allegati.
  3. Istruttoria regionale (UOD competente) e rilascio/rigetto/integrazioni. (Le tempistiche dipendono dal carico istruttorio e dalla completezza documentale).

Capacità professionale: come si dimostra in Campania

La Regione Campania gestisce anche la procedura per l’attestato di adeguate conoscenze e competenze professionali nel settore agricolo, utile quando non si dispone di titoli “automaticamente riconosciuti” o quando serve una validazione formale. La richiesta avviene tramite apposito servizio digitale regionale.


Documentazione: cosa viene normalmente richiesto (checklist “anti-rigetto”)

Attenzione: l’elenco puntuale varia in funzione di ditta/società, percorso di capacità professionale e situazione reddituale/lavorativa. Qui sotto una checklist ragionata, tipica da istruttoria.

A) Identità e titolo sull’impresa

  • Documento identità, deleghe (se presenta un tecnico/delegato).
  • Dati impresa e inquadramento (ditta individuale / società agricola; ruoli e poteri di rappresentanza).

B) Capacità professionale

  • Titoli/esperienze oppure attestazione rilasciata tramite procedura regionale.

C) Prevalenza lavoro e reddito

  • Evidenze coerenti e verificabili per dimostrare:
    • tempo di lavoro dedicato ad attività agricole;
    • reddito da lavoro agricolo sul totale.

D) Coerenza aziendale

  • Elementi tecnici minimi su struttura aziendale, attività agricole/connnesse ex art. 2135 c.c., localizzazione, disponibilità dei terreni/strutture (in proprietà/affitto/altro titolo).

Mantenimento della qualifica e controlli

L’IAP non è un “titolo decorativo”: va mantenuta la coerenza nel tempo con i requisiti di professionalità, lavoro e reddito. In caso di benefici collegati, la perdita dei requisiti può generare conseguenze (decadenze/recuperi), secondo le regole del singolo procedimento o regime agevolativo.


Errori frequenti (e come evitarli)

  1. Domanda presentata senza capacità professionale “difendibile” ? predisporre prima il percorso/attestazione regionale quando serve.
  2. Timeline incompatibile con atti notarili/bandi ? pianificare tempi istruttori e integrazioni.
  3. Confusione tra IAP e posizione INPS ? sono piani diversi (qualifica regionale vs gestione previdenziale), ma spesso vanno coordinati.
  4. Società agricole con ruoli non coerenti ? verificare statuto, cariche, e requisito in capo ad almeno un soggetto “chiave” secondo norma/prassi.

FAQ rapide

IAP e Coltivatore Diretto sono la stessa cosa?
No: sono figure diverse. In molti casi si sovrappongono nei benefici, ma requisiti e inquadramenti possono differire; inoltre alcune agevolazioni sono collegate all’iscrizione previdenziale.

Quanto tempo ci vuole?
Dipende da: completezza della pratica, necessità di integrazioni, carico dell’UOD e percorso di capacità professionale. Operativamente: la variabile che accelera davvero è una documentazione istruttoria “pulita”, coerente e verificabile.

Posso fare domanda se sono appena partito e non ho ancora redditi “stabili”?
Dipende dallo scenario (start-up agricola, prevalenza lavoro, proiezioni, struttura dell’impresa). In questi casi va costruito un fascicolo tecnico-economico coerente e prudente, evitando affermazioni non supportate.

 




IAP ACCEDI PROCEDURA ON-LINE

Il Decreto legislativo del 29 marzo 2004 n. 99 e il Decreto legislativo n. 101 del 27 maggio 2015 e successive modifiche introducono la figura dell'Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), estendendo tale qualifica anche alle società agricole.

La qualifica di IAP riguarda gli imprenditori che risultano in possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali e che dedicano alle attività agricole di cui all’art. 2135 del codice civile, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro e che ricavano, da tali attività almeno il 50% del proprio reddito da lavoro complessivo. Nel caso di attività svolte in zone svantaggiate tali requisiti sono ridotti al 25%. L’istanza di qualifica, previa verifica dell’avvenuta costituzione/aggiornamento del fascicolo aziendale, può essere presentata direttamente al Servizio Territorialie Provinciale competente per territorio, ossia quello in cui ricade la maggior parte della SAU aziendale.

La deliberazione della Giunta regionale 29 febbraio 2008 n. 339, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 15 del 14 aprile 2018 e Circolare applicativa n.2008.0882989 del 24 ottobre 2008, indicano le disposizioni e i valori di riferimento per la determinazione dei fabbisogni di lavoro, necessari per l’espletamento delle attività agricole, di cui all’art.2135 del codice civile, applicabili alle domande di qualifica professionale.

Requisiti
  • Conoscenze professionali riconosciute;
  • almeno 50% del reddito complessivo da lavoro derivante da attività agricola;
  • almeno 50% del proprio tempo di lavoro complessivo dedicato ad attività agricola.
Rilascio della qualifica

La procedura per il rilascio della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale prevede il coinvolgimento dei seguenti soggetti:

  • UOD 50.07.02 Ufficio Centrale di Supporto alle imprese agro-alimentari in qualità di soggetto incaricato di collazionare i registri provinciali IAP in un unico registro regionale, con cadenza semestrale;
  • Servizi Territoriali Provinciali, competenti per territorio, in qualità di soggetti responsabili per l’istruttoria delle istanze, rilascio della certificazione IAP e controlli.
A chi rivolgersi

UOD 50.07.16 Competitività e Filiere Agroalimentari

Centro Direzionale Isola A/6 14° Piano - 80143 Napoli

PEC: uod.500716@pec.regione.campania.it

Responsabile Regionale: --

email: --

UOD 50.07.22 Strategia Agricola per le Aree a Bassa Densità Abitativa

Centro Direzionale Colline Liguorini – 83100 (AV)

PEC: uod.500722@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Remo Girone

email: remo.girone@regione.campania.it

UOD 50.07.23 Giovani Agricoltori e Azioni di Contrasto allo Spopolamento nelle Zone Rurali

Piazza E.Gramazio (Santa Colomba) - 82100 (BN)

PEC: uod.500723@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Vincenzo Basilicata

email: vincenzo.basilicata@regione.campania.it

UOD 50.07.24 Zootecnia e Benessere Animale

Viale Carlo III, c/o ex CIAPI - 81020 San Nicola La Strada (CE)

PEC: uod.500724@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Luigi Schiavone

email: luigi.schiavone@regione.campania.it

UOD 50.07.25 Agricoltura Urbana e Costiera

Centro Direzionale Isola A/6 12° Piano - 80143 (NA)

PEC: uod.500725@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Vincenzo Iacobelli

email: vincenzo.iacobelli@regione.campania.it

UOD 50.07.26 Catena del Valore in Agricoltura e Trasformazione nelle Aree Pianeggianti

Via Generale ClarK, 103 - 84131 (SA)

PEC: uod.500726@regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Sergio Picariello

email: sergio.picariello@regione.campania.it



Cos'è?

Attraverso questo servizio digitale, gli imprenditori agricoli professionali (IAP) possono trasmettere a Regione Campania – Direzione Generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali – la domanda per il riconoscimento della qualifica IAP.
Come stabilito dall’art. 1 – comma 1 del D. Lgs 99/2004 e successive modifiche, l'imprenditore agricolo professionale (IAP) è colui che è in possesso di conoscenze e competenze professionali e che dedica all'attività agricola (come definita dall’articolo 2135 del codice civile), direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricava almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro da tale attività. Per l’imprenditore che opera nelle zone svantaggiate, tali requisiti sono ridotti al 25%, come specificato dal previgente art. 17 del regolamento (CE) n. 1257/1999 e dall’attuale art. 32 del Regolamento (UE) n. 1305/2013.

Sono previste due tipologie di domanda per la qualifica IAP:

  • Riconoscimento provvisorio: applicato ai soggetti, persone fisiche o società che, pur non in possesso dei requisiti del reddito, del tempo di lavoro e della capacità professionale di cui ai commi 1 e 3 dell’art. 1 del D. Lgs 99/2004, abbiano presentato domanda di riconoscimento della qualifica e siano iscritti all'apposita gestione dell'INPS o sono in attesa della certificazione IAP per potersi iscrivere. Entro 24 mesi dalla data di presentazione della domanda di riconoscimento, il soggetto interessato deve risultare in possesso dei requisiti di cui ai predetti commi 1 e 3, pena la decadenza degli eventuali benefici conseguiti;
  • Riconoscimento definitivo: applicato ai soggetti, persone fisiche o società che sono in possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e 3 dell’art. 1 del D. Lgs 99/2004 e sono iscritti all'apposita gestione dell'INPS.

A chi si rivolge

Il servizio è rivolto a:

  • Titolari di ditta agricola individuale
  • Legali rappresentanti/Amministratori di società di persone, cooperative e di capitali il cui statuto preveda quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile

Cosa serve

    Per accedere al servizio è necessario essere in possesso dell’identità digitale (SPIDCIECNS)

    L’accesso al servizio è riservato esclusivamente ai titolari di ditta agricola individuale o ai legali rappresentanti/amministratori di società agricole di persone, cooperative e di capitali.

    Al momento della presentazione della domanda, dopo l’autenticazione, è richiesto l’inserimento dei dati e degli allegati riportati nell’elenco che segue.

    Si specifica che gli allegati che devono essere sottoscritti, se non sono firmati digitalmente e riportano la firma autografa, devono essere necessariamente accompagnati da un documento di riconoscimento del sottoscrittore che dovrà quindi essere anch’esso allegato.

    Per presentare la domanda telematica è necessario:
    • Completare l’anagrafica del compilante
    • Specificare la tipologia di domanda indicando se relativa al riconoscimento provvisorio o definitivo
    • Indicare, in merito all’attività imprenditoriale, se si tratta di ditta individuale o società/cooperativa agricola
    • Nel caso di persone giuridiche (società/cooperativa agricola), allegare Statuto, Atto costitutivo ed elenco soci aggiornato, verbale del consiglio di amministrazione che autorizza il socio/amministratore a presentare domanda
    • Specificare il dato relativo all’iscrizione all'apposita gestione dell'INPS
    • Inserire i dati relativi all’attivazione del fascicolo aziendale elettronico
    • Allegare lo "Schema di bilancio aziendale sintetico", secondo il modello reso disponibile, opportunamente firmato (in caso di domanda di riconoscimento definitivo da parte di persone fisiche) oppure allegare il Bilancio dell’ultimo esercizio con eventuale nota integrativa (in caso di domanda di riconoscimento definitivo da parte di persone giuridiche)
    • Allegare la "Determinazione del fabbisogno lavorativo aziendale", secondo il modello reso disponibile, opportunamente firmato (solo in caso di domanda di riconoscimento definitivo)
    • Allegare copia dell’ultima denuncia di reddito o degli ultimi tre anni (solo in caso di domanda di riconoscimento definitivo)
    • Allegare copia dell’ultima dichiarazione IVA/IRAP o degli ultimi tre anni (solo in caso di domanda di riconoscimento definitivo)
    • Confermare le dichiarazioni obbligatorie e fornire il consenso al trattamento dei dati personali.


    Nel caso di domanda di riconoscimento provvisorio, il soggetto richiedente non è in possesso dei requisiti del reddito, del tempo di lavoro e della capacità professionale al momento della presentazione della richiesta, ma dovrà comunque attestarli entro 24 mesi dall’istanza, accedendo al medesimo servizio digitale ed integrando le informazioni necessarie, pena la decadenza degli eventuali benefici conseguiti.


 CAPACITÀ PROFESSIONALE IN AGRICOLTURA

Per poter accedere al primo insediamento o più in generale per ottenere una certificazione ufficiale sul possesso della capacità professionale in agricoltura, occorre superare il Colloquio previsto dalla normativa vigente: Delib. Consiglio Regionale n° 109/2 del 29/07/88.

 

In pratica occorre inoltrare alla Regione Campania a mezzo r/r/r od a mezzo PEC, una richiesta per sostenere un esamino (colloquio), superato il quale si riceve la relativa attestazione. Non appena si sarà raggiunti un numero sufficiente di iscrizioni, si verrà convocati dalla Regione e verrà comunicata la data di esame: l’esame si sostiene sempre all’isola A/6 del Centro Direzionale di Napoli.

 

I documenti da inviare per richiedere di sostenere il colloquio sono:

1. modulo istanza di partecipazione (indicare un recapito telefonico per essere avvisati)

2. copia documento di riconoscimento


 

NAPOLI - La richiesta può essere inoltrata a mezzo rrr

indirizzata a: 

Regione Campania - Serv. Territoriale Provinciale di Napoli

U.O.D. N. 52.06.18

Centro Direz. Is. A6 - 12° Piano

via G. Porzio 80143 Napoli


oppure inviare

via PEC dg06.uod18@pec.regione.campania.it


Per conoscere dove inviare nelle altre province: 

Indirizzi dove spedire le R/R/R o le PEC (NA, Av, Bn, Sa, Ce)   


 

 

Fascicolo didattico Per poter sostenere il colloquio occorre almeno studiare un fascicolo didattico contenente le nozioni minime e edito dalla stessa Regione Campania all’uopo:

 

Modulo per richiedere la capacità professionale 

Linee guida 2018 
Questionario capacità professioinale 

 

 

Fascicolo didattico per il colloquio

 aggiornamento 2015
 fascicolo storico

 

NB. nel caso di primo insediamento il beneficiario potrà acquisire tale condizione (Sufficiente capacità professionale in agricolura), come definito dall’art. 9 del Regolamento (UE) 1307/2013, entro 36 mesi dalla data di adozione del provvedimento di concessione).
Ovvero l'attestazione sul possesso della capacità professionale NON deve essere posseduto per forza prima di presentare la domanda di PSR, ma può tranquillamente essere acquisita nei tre anni successivi.




   IMPRENDITORE AGRICOLO ai sensi dell'art. 2135 Codice Civile 

   IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE   I.A.P. 

Per il provvisorio, che è rilasciato ai fini iscrizione INPS gestione IAP, occorre avere il titolo di possesso del terreno, il fascicolo aziendale aggiornato, il numero di partita iva el'eventuale iscrizione al registro imprese agricole, riservandosi di conseguire i requisiti (di reddito di tempo e capacità professionali) nei termini di 24 mesi dalla data di presentazione dell'istanza.

Modulistica 2018 per richiedere iscrizione alla Regione Campania

 Richiesta di riconoscimento della qualifica di IAP

 Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

 Determinazione del fabbisogno lavorativo aziendale

 Schema di bilancio aziendale sintetico


Tabella calcoli

 Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 99

 Decreto Legislativo 27 maggio 2005, n.101

 Delibera della Giunta regionale n. 339/2008 (Riconoscimento dello status di “Imprenditore Agricolo Professionale” IAP ed espletamento delle relative attività di certificazione e di controllo. Adempimenti inerenti l’applicazione del D.Lgs n.228/2001, del D.Lgs n.99/2004 e del D.Lgs n.101/2005)

 Circolare n.2008.08882989 del 24.10.2008

 Approvazione della modulistica per il riconoscimento dello status di "Imprenditore Agricolo Professionale" (DRD 370 del 27.09.2018)


ORE LAVORO attività agricole Circolare  INPS Regione Campania 2008  
clicca 


Concetto di I.A.P. (Imprend. Agricolo Professionale)  
Le società agricole possono ottenere la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) e pertanto hanno diritto a tutte le agevolazioni che in passato erano riservate agli imprenditori agricoli individuali. 

Le società agricole possono essere costituite nella forma di società di persone (società semplici, s.n.c. o s.a.s.), società di capitali (s.r.l. o s.p.a.) e cooperative, ma devono essere sempre presenti tre requisiti, due di carattere formale, che riguardano il contenuto dell'atto costitutivo o dello statuto, e il terzo di natura sostanziale, che riguarda le persone dei soci o degli amministratori.

Il primo requisito riguarda l’oggetto sociale. La società deve avere come oggetto esclusivo l'esercizio dell'agricoltura e delle attività connesse, individuate dall'art. 2135 del codice civile. Ricordiamo che secondo la nuova formulazione di questa norma rientrano tra le attività agricole la coltivazione del fondo, la silvicoltura, l’allevamento di animali e tutte le attività connesse, cioè:
- le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali;
- la fornitura di beni o servizi utilizzando prevalentemente le attrezzature o risorse dell’azienda agricola;
- l’agriturismo.

Il secondo requisito è relativo alla ragione sociale o denominazione, che deve sempre contenere l'indicazione “società agricola”.

Il terzo requisito, sicuramente il più importante, è diverso secondo il tipo di società prescelto.
Nelle società di persone almeno uno dei soci deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto, mentre gli altri soci possono anche non essere agricoltori, indipendentemente dal loro numero. Nelle società in accomandita semplice (s.a.s.) deve essere imprenditore agricolo professionale almeno un socio accomandatario.

Nelle società di capitali deve essere imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto almeno un amministratore. Dato che nelle società di capitali gli amministratori possono anche non essere soci, possiamo avere una società agricola in cui nessuno dei soci è un agricoltore, e magari solo uno dei membri del consiglio di amministrazione, del tutto ininfluente nelle decisioni, è in possesso della qualifica di iap. Potremmo anche ipotizzare una società unipersonale in cui il socio unico non è agricoltore, e solo uno degli amministratori riveste la qualifica prevista dalla legge. Le agevolazioni raggiungono, in questo caso, la loro massima estensione, e rappresentano un notevole incentivo alla costituzione di società agricole.

Nelle società cooperative, infine, occorre invece che almeno un amministratore, che sia anche socio, abbia la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto.

Ricordiamo però che la qualifica di imprenditore agricolo professionale può essere apportata dall'amministratore a una sola società (art. 1, comma 3-bis, del d.lgs. 29 marzo 2004, n. 99).

L'AMMINISTRATORE per essere considerato imprenditore agricolo professionale deve:

- essere in possesso di conoscenze e competenze professionali in campo agricolo, come previsto dalle norme dell’Unione Europea (regolamento n. 1257/1999) - basta la capacità professionale;

- dedicare alle attività agricole, direttamente o attraverso la partecipazione a una società, almeno la metà del proprio tempo di lavoro complessivo;

- ricavare dalle attività agricole almeno la metà del proprio reddito globale da lavoro, anche come socio o amministratore di società agricole.

Il riferimento all'amministratore che apporta la qualifica si riferisce alle fattispecie in cui la qualificazione della società come “agricola” dipende dalla qualifica apportata dall’amministratore, e quindi alle sole società di capitali e cooperative. Nelle società di persone, infatti, la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto deve essere presente in capo ad almeno uno dei soci, il fatto che questo sia anche amministratore non è determinante. Questa interpretazione è stata confermata anche l’amministrazione finanziaria (Agenzia delle entrate, Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, risposta a interpello n. 909-216/2006, prot. 909-32505/2006 in data 20 luglio 2006).

L'amministratore di società agricola di capitali e il socio di società agricola di persone possono acquisire la qualifica di imprenditore agricolo professionale in virtù dell'attività svolta nell'ambito della società agricola, purché siano in possesso delle competenze professionali in campo agricolo, dedichino all'attività svolta nell'ambito della società agricola almeno la metà del proprio tempo di lavoro e ne ricavino almeno la metà del proprio reddito (escluse le pensioni). Le somme percepite per l'attività svolta nelle società agricole consentono l'iscrizione nella gestione previdenziale agricola.

Le società agricole in possesso dei requisiti sopra elencati possono oggi usufruire di tutte le agevolazioni tributarie in materia di imposte indirette e creditizie che finora erano riservate ai coltivatori diretti, cioè alle persone fisiche che dedicano la propria attività manuale alla coltivazione del terreno. Al momento dell’acquisto di terreni agricoli le società agricole possono dunque richiedere le agevolazioni per la formazione e l’arrotondamento della piccola proprietà contadina (p.p.c.).

Le società agricole possono chiedere le agevolazioni fiscali per l'acquisto dei terreni agricoli anche prima di avere ottenuto la qualifica di imprenditore agricolo professionale, purché abbiano già presentato la domanda all'ufficio regionale competente, che ne rilascia certificazione, e il socio o l'amministratore abbia la qualifica di iap o coltivatore diretto (o almeno abbia presentato la domanda per ottenere la qualifica di iap) e sia già iscritto alla gestione previdenziale; la qualifica deve essere ottenuta entro ventiquattro mesi, a pena di decadenza dalle agevolazioni.

Per poter usufruire delle agevolazioni, le società agricole pre-esistenti devono adeguarsi ai nuovi requisiti previsti dalla riforma, nel caso in cui non siano già presenti. In particolare è necessario per tutte le società modificare la denominazione o la ragione sociale per inserire la dicitura “società agricola”, a meno che la società abbia già un nome che comprende queste parole. A tal fine è prevista un’agevolazione che consiste nell’esenzione da qualsiasi imposta dovuta per gli atti modificativi.

Ricordiamo infine che tutte le società agricole possono scegliere di essere tassate in base al reddito catastale dei terreni, anziché sul bilancio. Questa possibilità, che avrebbe dovuto essere limitata alle sole società semplici agricole a partire dal 2015, è stata invece confermata senza alcun limite temporale per le società agricole di ogni genere dalla legge di stabilità per il 2014. - Fonte: Notaio Tonalini


L’art. 1 comma 3 della legge 28 luglio 2016, n. 154 (in G.U. n. 186 del 10.8.2016) - in vigore dal 25 agosto 2016 - ha modificato l’art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817 (in tema di diritto di prelazione spettante al confinante coltivatore diretto del fondo agricolo), aggiungendovi il numero 2-bis, con il quale si estende il diritto di prelazione agraria ai confinanti I.A.P. non è stata esteso il diritto di prelazione  all'affittuario IAP sui terreni condotti in affitto. Fonte Gennaro Galano

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Le figure professionali rilevanti che operano in agricoltura sono sostanzialmente tre e cioè:

  • il coltivatore diretto (CD);
  • l’imprenditore agricolo professionale (IAP);
  • le società agricole.

Il coltivatore diretto

È definito coltivatore diretto “il piccolo imprenditore che svolge attività agricola, organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e della propria famiglia (art. 2083 c.c.) e che si dedica abitualmente alla coltivazione del fondo o all’allevamento del bestiame, sempre che la forza lavorativa totale del nucleo familiare non sia inferiore a 1/3 di quella necessaria per la corretta coltivazione del fondo stesso e per l’allevamento del bestiame”.

Egli quindi si dedica direttamente ed abitualmente alla manuale coltivazione dei fondi, in qualità di proprietario, affittuario, usufruttuario, enfiteuta, e/o all’allevamento e attività connesse (artt. 1 e 2 L. 1047/57, come integrati e modificati dalla L. 9/63) e deve esercitare l’attività per un periodo non inferiore a 104 giornate annue (art. 3 L. 9/63) facendo fronte autonomamente ad almeno un terzo del fabbisogno lavorativo annuo occorrente per la gestione dell’azienda (art. 2 L. 9/63).

L’attività deve essere svolta in modo abituale e prevalente per impegno lavorativo e reddito ricavato (artt.1 e 2 L. 1047/57). Ai sensi dell’ art. 2 della L. 9/63, il requisito della abitualità sussiste quando l’attività è svolta in modo esclusivo o prevalente, intendendosi per attività prevalente quella che occupa il lavoratore per il maggior periodo di tempo nell’anno e costituisce la sua maggior fonte di reddito.

L’imprenditore agricolo professionale

È  invece definito imprenditore agricolo professionale (IAP) “chi, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedica alle attività agricole (art. 2135 c.c.)direttamente o come socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e ricava dalle attività medesime almeno il 50% del proprio reddito globale di lavoro”.

Le società di persone, cooperative e di capitali sono considerate imprenditori agricoli professionali qualora lo statuto preveda quale oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole (art. 2135 c.c.) e:

  • nel caso di società di persone, almeno un socio (l’accomandatario per le s.a.s.) sia in possesso della qualifica di IAP;
  • per le cooperative lo sia almeno un amministratore che sia anche socio;
  • per le società di capitali, almeno un amministratore.

L’INPS, con Circolare n. 85 del 24 maggio 2004, ha precisato che la figura dell’imprenditore agricolo professionale sostituisce a tutti gli effetti quella dell’imprenditore agricolo a titolo principale.

Dal reddito di lavoro sono esclusi i redditi di pensione, le indennità conseguenti l’assunzione di cariche pubbliche e i compensi percepiti da associazioni/enti, esclusi quelli operanti nel settore agricolo.

Se l’imprenditore opera in zone svantaggiate le percentuali di reddito di cui sopra (50%) sono ridotte al 25%.

Il tempo di lavoro dedicato all’attività agricola e il reddito conseguito devono essere prevalenti rispetto ad altre attività esercitate.

L’accertamento dei requisiti compete alle Regioni, fermo restando per l’INPS la possibilità di procedere alle verifiche necessarie, ai fini previdenziali.

Gli IAP iscritti alla specifica gestione previdenziale usufruiscono delle stesse agevolazioni previste per i coltivatori diretti (art.1 c.4 D.Lgs 99/2004).

Le società agricole

Sono agricole le società nelle quali l’oggetto sociale contiene l’esclusivo esercizio di attività agricola e nelle quali la ragione/denominazione sociale includono l’indicazione di “Società agricola”. Sono considerate agricole anche le società di persone e le Srl che svolgono attività connesse sui prodotti ceduti dagli imprenditori agricoli soci.

Agevolazioni fiscali riservate allo IAP non iscritto a gestione previdenziale

Dal 1° gennaio 2014 sono entrate in vigore alcune modifiche alle imposte di registro, ipotecarie e catastali sul trasferimento di immobili (art. 10 del D.Lgs. 23/2011, come modificato dall’art. 26 del D.L. 104/2013 e dall’art. 1, c. 608 e 609, della Legge 147/2013).

Ad oggi il trasferimento di terreni agricoli (e relative pertinenze) a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, è soggetto all’imposta di registro proporzionale con l’aliquota del 12% (con un minimo di 1.000 euro), oltre alle imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 50 euro ciascuna.

Sempre dal 1° gennaio 2014 sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie in relazione agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili. Di conseguenza sono state abrogate tutte le altre agevolazioni per l’acquisto di terreni agricoli.

Fa eccezione l’agevolazione fiscale per l’acquisto di terreni agricoli e relative pertinenze da parte di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale, la cosiddettaagevolazione per la piccola proprietà contadina (PPC), che consente di pagare soltanto l’imposta catastale dell’1%, oltre alle imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 200 euro ciascuna (art. 2, c. 4-bis, del D.L. 194/2009).

Rita Martin – Centro Studi CGN

Ci viene chiesto quale siano gli adempimenti tecnico/amministrativi affinché un “contadino” possa addivenire alla vendita dei suoi prodotti agricoli e/o da allevamento a terzi (siano essi grossisti, trasformatori, dettaglianti o attività commerciali/ristorative).

 


La qualifica di imprenditore agricolo professionale può appartenere anche alle persone giuridiche nel rispetto dei requisiti imposti dalla normativa, che, almeno sommariamente, si possono sintetizzare come segue:

Forma societari/ ragione sociale

Requisiti

Società di persona

Almeno un socio con qualifica IAP

Società in accomandita

Almeno un socio accomandatario con qualifica IAP

Società cooperative

Almeno un quinto dei soci con qualifica IAP

Società di capitale

Almeno un amministratore con qualifica IAP




Concetto base: se io produco per l’autoconsumo, non ho bisogno di essere autorizzato a nulla: per consumare quello che produco/trasformo per me stesso e la mia famiglia, non ho bisogno di autorizzazioni e/o pareri sanitari.

 

Discorso diverso se io voglio vendere quello che ottengo dalla mia attività agricola/zootecnica.

In tal caso devo:

 

1) ESSERE UN SOGGETTO RICONOSCIUTO PER LA PRODUZIONE E VENDITA (ISCRIZIONE COLTIVATORE DIRETTO/IMPR. AGRICOLO/PIVA CCIAA/INPS)

 

2) OPERARE IN CONFORMITÀ CON LE LEGGI SANITARIE (NOTIFICA ALIMENTARE)

 

3) OPERARE IN CONFORMITÀ CON LA NORMATIVA COMMERCIALE (SCIA IMPRENDITORE AGRICOLO)

 

Per iscriversi come coltivatore diretto o imprenditore agricolo, occorre detenere in p.tà/affitto/comodato (solo primi 2 casi se si vuole fare PSR), occorre rispettare il minimo delle giornate lavorative che viene riassunto nella tabella a seguire:

   TABELLA giornate lavoro per iscriversi INPS

 

 

DOMANDA: come si raggiungono queste giornate?

Facendo riferimento alla tabella ufficiale a seguire:

 

   TABELLA  FABBISOGNI ORE LAVORO COLTURA/ALLEVAMENTO 1 DI 2

   TABELLA  FABBISOGNI ORE LAVORO COLTURA/ALLEVAMENTO 2 DI 2

 



Coltivatore diretto 
è considerato coltivatore diretto chi si dedica direttamente e abitualmente alla coltivazione dei terreni e all'allevamento del bestiame, purché la forza lavoro sua e dei membri del suo nucleo familiare che collaborano con lui nell'esercizio dell'attività non sia inferiore a un terzo di quella occorrente per le normali necessità dell'azienda agricola (art. 31 della legge 590/1965). Per godere delle agevolazioni fiscali, il coltivatore diretto deve essere iscritto alla relativa gestione previdenziale agricola presso l'Inps.

Il coltivatore diretto è dunque qualcosa di diverso rispetto all’imprenditore agricolo professionale. Normalmente chi è coltivatore diretto ha anche tutti i requisiti per essere considerato imprenditore agricolo professionale, ma ciò non avviene necessariamente, perché i requisiti richiesti dalla legge per queste due figure professionali operano su piani differenti.

In passato il coltivatore diretto era un soggetto privilegiato nell’ambito del mondo agricolo, sotto tutti i profili. Era infatti l’unico destinatario delle più importanti agevolazioni fiscali concesse per l’acquisto dei terreni agricoli, prima tra tutti la p.p.c., che gli consentiva di pagare solo l’1% del prezzo. Inoltre era l’unico soggetto avente diritto alla prelazione sull’acquisto dei terreni agricoli da lui condotti in affitto, oppure confinanti con quelli di sua proprietà.

Oggi, in seguito alla riforma, l’unico di questi privilegi rimasto di sua esclusiva è il diritto di prelazione, che non è stato concesso agli imprenditori agricoli professionali, ed è stato esteso alle società agricole di persone solo quando almeno la metà dei soci è coltivatore diretto, a sottolineare la permanenza del legame tradizionale con questa figura. Le agevolazioni per l’acquisto dei terreni agricoli sono state invece estese anche agli imprenditori agricoli professionali, comprese le società agricole di ogni tipo.

Non dobbiamo pensare, però, che la riforma si sia dimenticata dei coltivatori diretti. Oltre a conservare tutti i benefici che già avevano, potranno partecipare a società agricole e anche godere della nuova agevolazione che prevede addirittura l'esenzione da qualsiasi imposta sull’acquisto di terreni per chi costituisce un compendio unico e si impegna a coltivarlo o condurlo per almeno dieci anni dal trasferimento. Fonte: Notaio Tonalini



Società agricole

Le società agricole possono ottenere la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) e pertanto hanno diritto a tutte le agevolazioni che in passato erano riservate agli imprenditori agricoli individuali. 

Le società agricole possono essere costituite nella forma di società di persone (società semplici, s.n.c. o s.a.s.), società di capitali (s.r.l. o s.p.a.) e cooperative, ma devono essere sempre presenti tre requisiti, due di carattere formale, che riguardano il contenuto dell'atto costitutivo o dello statuto, e il terzo di natura sostanziale, che riguarda le persone dei soci o degli amministratori.

Il primo requisito riguarda l’oggetto sociale. La società deve avere come oggetto esclusivo l'esercizio dell'agricoltura e delle attività connesse, individuate dall'art. 2135 del codice civile. Ricordiamo che secondo la nuova formulazione di questa norma rientrano tra le attività agricole la coltivazione del fondo, la silvicoltura, l’allevamento di animali e tutte le attività connesse, cioè:
- le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali;
- la fornitura di beni o servizi utilizzando prevalentemente le attrezzature o risorse dell’azienda agricola;
- l’agriturismo.

Il secondo requisito è relativo alla ragione sociale o denominazione, che deve sempre contenere l'indicazione “società agricola”.

Il terzo requisito, sicuramente il più importante, è diverso secondo il tipo di società prescelto.
Nelle società di persone almeno uno dei soci deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto, mentre gli altri soci possono anche non essere agricoltori, indipendentemente dal loro numero. Nelle società in accomandita semplice (s.a.s.) deve essere imprenditore agricolo professionale almeno un socio accomandatario.

Nelle società di capitali deve essere imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto almeno un amministratore. Dato che nelle società di capitali gli amministratori possono anche non essere soci, possiamo avere una società agricola in cui nessuno dei soci è un agricoltore, e magari solo uno dei membri del consiglio di amministrazione, del tutto ininfluente nelle decisioni, è in possesso della qualifica di iap. Potremmo anche ipotizzare una società unipersonale in cui il socio unico non è agricoltore, e solo uno degli amministratori riveste la qualifica prevista dalla legge. Le agevolazioni raggiungono, in questo caso, la loro massima estensione, e rappresentano un notevole incentivo alla costituzione di società agricole.

Nelle società cooperative, infine, occorre invece che almeno un amministratore, che sia anche socio, abbia la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto.

Ricordiamo però che la qualifica di imprenditore agricolo professionale può essere apportata dall'amministratore a una sola società (art. 1, comma 3-bis, del d.lgs. 29 marzo 2004, n. 99).

Il riferimento all'amministratore che apporta la qualifica si riferisce alle fattispecie in cui la qualificazione della società come “agricola” dipende dalla qualifica apportata dall’amministratore, e quindi alle sole società di capitali e cooperative. Nelle società di persone, infatti, la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto deve essere presente in capo ad almeno uno dei soci, il fatto che questo sia anche amministratore non è determinante. Questa interpretazione è stata confermata anche l’amministrazione finanziaria (Agenzia delle entrate, Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, risposta a interpello n. 909-216/2006, prot. 909-32505/2006 in data 20 luglio 2006).

L'amministratore di società agricola di capitali e il socio di società agricola di persone possono acquisire la qualifica di imprenditore agricolo professionale in virtù dell'attività svolta nell'ambito della società agricola, purché siano in possesso delle competenze professionali in campo agricolo, dedichino all'attività svolta nell'ambito della società agricola almeno la metà del proprio tempo di lavoro e ne ricavino almeno la metà del proprio reddito (escluse le pensioni). Le somme percepite per l'attività svolta nelle società agricole consentono l'iscrizione nella gestione previdenziale agricola.

Le società agricole in possesso dei requisiti sopra elencati possono oggi usufruire di tutte le agevolazioni tributarie in materia di imposte indirette e creditizie che finora erano riservate ai coltivatori diretti, cioè alle persone fisiche che dedicano la propria attività manuale alla coltivazione del terreno. Al momento dell’acquisto di terreni agricoli le società agricole possono dunque richiedere le agevolazioni per la formazione e l’arrotondamento della piccola proprietà contadina (p.p.c.).

Le società agricole possono chiedere le agevolazioni fiscali per l'acquisto dei terreni agricoli anche prima di avere ottenuto la qualifica di imprenditore agricolo professionale, purché abbiano già presentato la domanda all'ufficio regionale competente, che ne rilascia certificazione, e il socio o l'amministratore abbia la qualifica di iap o coltivatore diretto (o almeno abbia presentato la domanda per ottenere la qualifica di iap) e sia già iscritto alla gestione previdenziale; la qualifica deve essere ottenuta entro ventiquattro mesi, a pena di decadenza dalle agevolazioni.

Per poter usufruire delle agevolazioni, le società agricole pre-esistenti devono adeguarsi ai nuovi requisiti previsti dalla riforma, nel caso in cui non siano già presenti. In particolare è necessario per tutte le società modificare la denominazione o la ragione sociale per inserire la dicitura “società agricola”, a meno che la società abbia già un nome che comprende queste parole. A tal fine è prevista un’agevolazione che consiste nell’esenzione da qualsiasi imposta dovuta per gli atti modificativi.

Ricordiamo infine che tutte le società agricole possono scegliere di essere tassate in base al reddito catastale dei terreni, anziché sul bilancio. Questa possibilità, che avrebbe dovuto essere limitata alle sole società semplici agricole a partire dal 2015, è stata invece confermata senza alcun limite temporale per le società agricole di ogni genere dalla legge di stabilità per il 2014. Fonte: Notaio Tonalini


Imprenditore Agricolo Professionale (I.A.P.)


macchine agricole

Il Decreto legislativo del 29 marzo 2004 n. 99 e il Decreto legislativo n. 101 del 27 maggio 2015 e successive modifiche introducono la figura dell'Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), estendendo tale qualifica anche alle società agricole.

La qualifica di IAP riguarda gli imprenditori che risultano in possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali e che dedicano alle attività agricole di cui all’art. 2135 del codice civile, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro e che ricavano, da tali attività almeno il 50% del proprio reddito da lavoro complessivo. Nel caso di attività svolte in zone svantaggiate tali requisiti sono ridotti al 25%. L’istanza di qualifica, previa verifica dell’avvenuta costituzione/aggiornamento del fascicolo aziendale, può essere presentata direttamente al Servizio Territorialie Provinciale competente per territorio, ossia quello in cui ricade la maggior parte della SAU aziendale.

La deliberazione della Giunta regionale 29 febbraio 2008 n. 339, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 15 del 14 aprile 2018 e Circolare applicativa n.2008.0882989 del 24 ottobre 2008, indicano le disposizioni e i valori di riferimento per la determinazione dei fabbisogni di lavoro, necessari per l’espletamento delle attività agricole, di cui all’art.2135 del codice civile, applicabili alle domande di qualifica professionale.

Requisiti
  • Conoscenze professionali riconosciute;
  • almeno 50% del reddito complessivo da lavoro derivante da attività agricola;
  • almeno 50% del proprio tempo di lavoro complessivo dedicato ad attività agricola.
Rilascio della qualifica

La procedura per il rilascio della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale prevede il coinvolgimento dei seguenti soggetti:

  • UOD 50.07.02 Ufficio Centrale di Supporto alle imprese agro-alimentari in qualità di soggetto incaricato di collazionare i registri provinciali IAP in un unico registro regionale, con cadenza semestrale;
  • Servizi Territoriali Provinciali, competenti per territorio, in qualità di soggetti responsabili per l’istruttoria delle istanze, rilascio della certificazione IAP e controlli.
A chi rivolgersi

 UOD 50.07.02 Ufficio Centrale Supporto alle Imprese del Settore agro-alimentare

Centro Direzionale Isola A/6 14° Piano-80143 Napoli

PEC: uod.500702@pec.regione.campania.it

Responsabile Regionale: Dott. Giovanni Padovano

(tel. 081- 7967461 - email: giovanni.padovano@regione.campania.it)

 UOD 50.07.10 Servizio Territoriale Provinciale di Avellino

Centro Direzionale Colline Liguorini – 83100 (AV)

PEC: uod.500710@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Francesco Mango

(tel.0825-449865- email: francesco.mango@regione.campania.it) 

Referente Provinciale: Dott. Giuseppe Marinelli

(tel.0825-765571- email: giuseppe.marinelli@regione.campania.it)

 UOD 50.07.11 Servizio Territoriale Provinciale di Benevento

Piazza E.Gramazio (Santa Colomba)- 82100 (BN)

PEC: uod.500711@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Vincenzo Basilicata

(tel.0824-364324- email: vincenzo.basilicata@regione.campania.it)

 UOD 50.07.12 Servizio Territoriale Provinciale di Caserta

Viale Carlo III, c/o ex CIAPI- 81020 San Nicola La Strada (CE)

PEC: uod.500712@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott.ssa Lucia Ranucci

(tel.0823-554156- email: lucia.ranucci@regione.campania.it)

 UOD 50.07.13 Servizio Territoriale Provinciale di Napoli

Centro Direzionale Isola A/6 12° Piano-80143 (NA)

PEC: uod.500713@pec.regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Gennaro Galano

(tel.081- 7967215- email: gennaro.galano@regione.campania.it)

 UOD 50.07.14 Servizio Territoriale Provinciale di Salerno

Via Generale ClarK, 103- 84131 (SA)

PEC: uod.500714@regione.campania.it

Responsabile Provinciale: Dott. Franco Fria

(tel.089- 2589630- email: franco.fria@regione.campania.it)