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STAB. ALBERI - VTA » dott. Raffaele Starace, agronomo

VALUTAZIONE STABILITÀ DEGLI ALBERI

Specializzazione Valutazione Stabilità degli alberi con metodo VTA (Visual Tree Assessment) Claus Mattheck


- metodo VTA

- protocollo ISA (International Society of Arboriculture)



Raffaele Starace

socio SIA (Società Italiana Arboricoltura) N. 1241

Corso sulla VTA (Valutazione di Stabilità degli Alberi) Claus Mattheck (2013)

Corso “Verde Sicuro” – Orto Botanico Napoli (Novembre 2013)

Corso sulla VTA (Valutazione di Stabilità degli Alberi) Orto Botanico Portici (2014

Corso sulla VTAstrumentale Orto Botanico Portici (2015)


COSTI INDICATIVI:

Istanza di abbattimento compreso relazione paesaggistica: € 800,00+IVA*

(*) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 1.100,00+IVA


Costo perizia VTA (valutazione stabilità) singolo albero € 500+IVA**

(**) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 900,00+IVA

ulteriori alberi oltre il primo: € 300/pianta




         

VOCE DI CAPITOLATO:

Verifica statica visiva e strumentale su piante arboree mediante l'applicazione del metodo V.T.A. (Visual Tree Assessment), attuata secondo il protocollo ISA (International Society of Arboriculture), sia che si tratti di indagine ex novo che di ricontrollo, attraverso lo svolgimento delle tre fasi di indagine:

1.      verifica visiva dei sintomi e dei danni esterni;

2.      valutazione tecnica dei sintomi e dei danni in rapporto alla stabilità dell'albero;

3.      eventuali misurazioni strumentali necessarie e sufficienti per verificare la stabilità dell'albero in modo preciso ed esauriente.

 

Le analisi strumentali saranno effettuate con l’utilizzo di:

·         Succhiello di Pressler;

·         Microscopio;

·         Frattometro;

·         RESISTOGRAPH PD500-Series (IML PowerDrill®)

·         ARBOTOM®

 

La scelta di: quali, quanti, del numero di prove e posizioni ove effettuare le eventuali indagini strumentali sarà a discrezione del tecnico valutatore (condizioni normali: al colletto, a 2 mt. ed alla imbrancatura).

Comprensiva di contrassegno numerico, documentazione fotografica e perizia tecnica a firma di tecnico abilitato (dott. Agronomo o dott. Forestale), descrittiva dei risultati della verifica e degli interventi manutentivi consigliati.  Escluso oneri autoscala o treeclimbing:



05/04/2015 | INCARICO ESTERNO COMUNE DI VICO EQUENSE
Valutazione Stabilità e propensione al cedimento alberate via A. Asturi, Città di Vico Equense

Comunicato CLICCA  




INCARICHI SVOLTI


2016 Incarico Esterno Comune di Casola di Napoli Determina N. 9 del 05/02/2016 Valutazione di stabilità alberate Presenti nel Cimitero Comunale (determina di incarico)


2015 Incarico Esterno Comune di Vico Equense Determina N. 962 del 08/10/2015 Valutazione di stabilità alberate Plessi scolastici di Vico Equense (determina di incarico  convenzione)


2014 Incarico Esterno Comune di Vico Equense 05/04/2015 Valutazione di stabilità alberate via Asturi (determina  FOTO)


2014 Giacomo Rita Aut. 15467/2014 Vico Equense (*

2013 Giurazza Rosa Aut. 14641/2013 Vico Equense (*

2013 Di Girolamo Livia somma urgenza Aut. 08/2013 Sorrento (*

2013 Ing. Longobardo Aldo solo VTA trasmessa al Comune di Piano 07/2013 Piano di Sorrento 

2012 Hotel Mega Mare (punta scutolo) Aut. 20237/2012 Vico Equense (*

2010 Esposito Maria Angela Aut. 116402/2010 Vico Equense (*

2010 Congrega SS. Rosario Aut. 11161/2010 Vico Equense (*

2010 Mazza MArgherita Aut. 17505/2010 Vico Equense (*

2008 LL.PP. Comune di Vico Equense  Aut. Interna 2008 Vico Equense (*

Notaio Stefano Cimmino Aut. 14502/2007 Vico Equense (*

Curcio Elena Aut. 16425/2006 Vico Equense (*

Evangelista Claudia Aut. 26855/2006 Vico Equense (*

Cannas Ottavio Aut. 76852/2006 Vico Equense (*

Nathalie Rossetti Aut. 26854/2006 Vico Equense (*

Celentano Laura Aut. 20531/2006 Vico Equense (*

Preside Scuola media F. Caulino Aut. 23654/2005 Vico Equense (*

REPLANTING - Spostamento piante di olivo (Sireneo d'Aequa) GUARDA IL VIDEO CLICCA 

 

(*) autorizzazione rilasciata ed abbattimento effettuato

 

 



  Funghi di rilevanza statica delle piante: raccolta fotografica sui principali funghi importanti per la stabilità delle piante CLICCA







MAIL INVIATA da raffaele starace DOPO IL CORSO ALLO SCIENZIATO CLAUS MATTHECK FONDATORE DEL METODO VTA, IN DATA 24/03/2013

  

EVALUATION STABILITY OF TREES 

Salerno/Campania/Italy

Date: 22/03/2013

“The scientist Prof. Claus Mattheck?! It is a lunatic, but...

but ...

BUT ABSOLUTELY A GREAT, I CONFIRM!

(Great scientist, great professional, great teacher, great connoisseur and expert on the subject, but also great character) - Raf Starace

HAAAAARRRRRGGGGGG (He screeeeeammmm) ...
when I see someone sleeping, that's what I'll do!

Every minute sleep, WILL BE ONE MINUTE THAT YOU LOST THE VS LIFE, THAT YOU PAID TO LOSE ... HAAAAARRRRRGGGGGG”

 

 

 

RISPOSTA DEL PROF. MATTHECK:

Da:  mattheck@web.de

Inviato il:  24-mar-2013 14.46

A:  "RAFFAELESTARACE"

Cc:

Oggetto:  Re: VTA HOTEL SALERNO 22 MARZO 2013

Thank you for your kind words , god bless you!  Arrrrrrghhhhhh!!!! Claus

_____________________________________

Vertraulichkeitshinweis

Diese E-Mail enthält vertrauliche und/oder rechtlich geschützte Informationen. Wenn Sie nicht der richtige

Adressat sind oder diese E-Mail irrtümlich erhalten haben, informieren Sie bitte sofort den Absender und

vernichten Sie diese Mail. Das unerlaubte Kopieren, Drucken sowie die unbefugte Weitergabe dieser Mail ist

streng verboten.

Am 24.03.2013 um 14:36 schrieb "RAFFAELESTARACE" :





ARTICOLO PUBBLICATO SULLA SEZIONE L'ESPERTO RISPONDE DI POSITANONEWS:

"determinazione dell'età delle piante"


 clicca







 

 

Cos’è il metodo VTA

Il VTA (Visual Tree Assessment in: Mattheck & Breloer, 1994) è una metodologia di indagine, che viene eseguita per la valutazione delle condizioni strutturali dell’albero.

 

Esso si basa sulla identificazione degli eventuali sintomi esterni che l’albero evidenzia in presenza di anomalie a carico del legno interno; anche laddove non esistano cavità o evidenze macroscopiche del decadimento in corso (ad esempio, funghi che si sviluppano sui tessuti legnosi, è possibile, attraverso il riconoscimento di tali sintomi, cogliere il segnale della presenza di difetti meccanici e fisici all’interno dell’albero.


Se vengono individuati dei sintomi di difetto, questi devono essere confermati da metodi di
 analisi approfonditi e devono poi essere dimensionati. Così, alberi sani vengono esaminati in modo non distruttivo, e solo se i sospetti vengono confermati si procede ad un’indagine più approfondita dell’albero. In Italia la metodologia VTA è liberamente praticabile non essendo normativamente riservata ad alcun ordine professionale, tuttavia richiedendo complesse conoscenze interpretative agronomiche, botaniche e forestali, è normalmente svolta da agrotecnici ed agrotecnici laureati e da dottori agronomi e forestali, entrambi iscritti nei rispettivi albi professionali, nonché da altri soggetti competenti per esperienza.

 

 

Il metodo VTA si svolge in tre fasi:

1. Controllo visivo dei difetti e della vitalità. Se non si riscontrano segnali preoccupanti, l’esame è terminato. L’indagine visiva viene effettuata considerando l’albero nella sua interezza e prendendo in considerazione la sua morfologia, il suo aspetto fisiologico e le sue caratteristiche biomeccaniche.

2. Analisi strumentale (Identificazione del difetto). Se vengono riscontrati sintomi di difetti, essi vengono esaminati per mezzo di un’indagine più approfondita (percussione con martello tradizionale, percussione con martello ad impulsi, Resistograph, Arbotom) per stimare la localizzazione del punto debole e la sua espansione assiale.

3. Determinazione della dimensione del difetto e della qualità del legno con applicazione di criteri di previsione di schianto per stabilire se l’albero è pericoloso metodo VTA prevede quindi un’analisi più approfondita solo per i soggetti che manifestano uno o più difetti tra quelli sopra elencati. Dimensionamento dello spessore della parete residua. Se il difetto rilevato è preoccupante deve essere dimensionato per valutare lo spessore residuo della sezione trasversale della parete. Come fattore di sicurezza per alberi con piena vegetazione viene assunto il valore t / R maggiore od uguale a 0,3 (dove t è lo spessore di parete residua sana e R è il raggio del tronco nel punto della misurazione). Se dimensionando il difetto si ha la prova di un'alta probabilità di rottura e l'albero è scarsamente vitale, allora è da sostituire. Se deve essere assolutamente risparmiato, perché è un esemplare raro, carico di storia, allora è possibile ridurre i rischi di danneggiamento con opportuni interventi di tipo manutentivo.

 

Protocollo ISA®

Onde uniformare la metodologia di attuazione del metodo V.T.A. ideato, come detto, dallo scienziato tedesco Prof. Claus Mattheck, la S.I.A.[1] (Società Italiana di Arboricoltura) ha messo a punto il protocollo ISA. Protocollo ISA – SIA:

1. Oggetto e scopo della valutazione della stabilità degli alberi

2. Procedure di massima dell’analisi visiva

3. Procedure di massima dell’analisi strumentale

4. Restituzione dei dati al committente

5. Durata delle analisi e classificazione dei rischi

6. Note operative per la messa in sicurezza

7. Limiti applicativi nelle procedure di verifica di stabilità.



[1]  Chapter Italiano dell’International Society of Arboriculture

  

Classe di propensione al cedimento

Come da metodo V.T.A. attuato con protocollo ISA, il risultato finale della valutazione di Stabilità deve permettere l’attribuzione di una Classe di Propensione al Cedimento (CPC). La SIA, nell’attuazione del protocollo di stabilità relativo ha ridefinito recentemente la classificazione sostituendo quella che era la FRC (Failure Risk Classification), con l’attuale e vigente CPC.

CSP - Nuova Classificazione della Propensione al Cedimento degli alberi© redatta dalla S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura che sostituisce integralmente la vecchia classificazione FRC (Failure Risk Classification) per la determinazione della stabilità degli alberi.

Classe

Definizione

A

Trascurabile

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.

B

Bassa

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero non si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

C

Moderata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni. L'eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questa avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e, qualora realizzati, potrà modificare la classe di pericolosità dell'albero.

* É ammessa una valutazione analitica documentata.

C/D

Elevata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo  visivo e di norma con indagini strumentali*. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia drasticamente ridotto. Per questi soggetti il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell'albero. Nell'impossibilità di effettuare i suddetti interventi l'albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

* È ammessa una valutazione analitica documentata.

D

Estrema

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. * Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai, quindi, esaurito. Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

* È ammessa la valutazione analitica documentata.

 


 



Obiettivo principale del metodo S.I.A., che trova l’applicazione ideale per gli alberi posti in spazi aperti oppure lungo arterie stradali o, infine, in parchi e giardini in cui si compiono le ordinarie pratiche manutentive, è calcolare la capacità di sopportazione dei carichi, ossia della forza del vento, una volta determinati l’altezza dell’albero, la forma della chioma, il diametro del tronco, la specie botanica e l’esposizione dell’albero.

 

L’esposizione dell’albero al vento è stabilita in base alle indicazioni di Davenport, che considerano la diversa posizione della pianta:

· aperta campagna (pianta completamente esposta al vento);

· area periurbana, ossia paese o territorio con edifici bassi (pianta parzialmente protetta dal vento);

· città (pianta protetta dal vento).
Per mezzo di alcuni grafici di riferimento, ricavati dai modelli studiati da Wessolly, è possibile calcolare se il diametro del tronco è sufficiente a sopportare il carico di vento (intensità di Beaufort di grado 11 = 32, 6 m/s ), stabilendo di conseguenza il fattore di sicurezza statica ottimale della pianta (Sb). Con valori elevati di Sb, cioè se il diametro è più grande di quello necessario per resistere alla forza del vento, l’albero dispone di un’elevata riserva statica e può essere accettata una certa quantità di legno degradato. In sintesi:

· Sb superiore a 150%: il valore minimo accettabile per un’adeguata sicurezza è 150;

· Sb tra 100% e 150%: è necessario, sulla base delle condizioni ambientali e in special modo dell’esposizione ai venti dominanti presenti in zona, definire i criteri operativi per riportare la pianta ad un adeguato range di sicurezza;

· Sb eguale o inferiore a 100%: l’albero non presenta condizioni di stabilità sufficienti. Per gli alberi in queste condizioni la conservazione è ammissibile soltanto se non si riscontrano alterazioni significative del legno e se si attuano interventi di manutenzione. In quest’ultimo caso è, perciò, indispensabile eseguire immediatamente le prescrizioni indicate (grado 1: urgenza assoluta, lavori da realizzare immediatamente).

La relazione tecnica relativa all’indagine prevede la determinazione per ciascun albero di:

· Specie;

· Ubicazione rispetto agli altri alberi;

· Descrizione delle condizioni della pianta;

· Classe di rischio fitostatico o di propensione al cedimento;

· Classe fitosanitaria;

· Modalità di intervento;

. Grado di urgenza dell’intervento.

 

F.to Raffaele Starace, dottore Agronomo

 

 

 

 




 

 

AUTORIZZAZIONI PER L’ABBATTIMENTO ALBERATURE


DAL 6 APRILE 2017: D.P.R. 31 DEL 13.02.2017 ART. 4 allegato A - Lettera 12 
L'ABBATTIMENTO CON SOSTITUZIONE - Rientra tra gli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica.
 Circolare MIBACT (Soprintendenza)


Zona non vincolata,
nessun regolamento del verde, albero non censito monumentale: basta semplice richiesta al comune allegando relazione agronomica del perchè se ne chiede abbattimento. Il comune rilascia, se lo ritiene, nullaosta all’abbattimento. Comunicazione di inizio, direzione lavori, ditta esecutrice e rispetto condizioni di sicurezza D.Lgs. 81/2008-106/2009


Alberature ubicate in aree sottoposte a Vincolo Paesaggistico

Per l'abbattimento di alberature ubicate in area sottoposta a Vincolo ai sensi art. 134C – 136 e 142 D.Lgs. 42/04, in osservanza all'art. 146 stesso Decreto, occorre richiedere preventiva autorizzazione paesaggistica (Procedimento Semplificato D.P.R. 139/10 alleg. 1 lett. 36). 

In realtà, è ns interpretazione che non sia  “Conditio sine qua non”  il fatto che il territorio sia vincolato ai sensi del 42/04 od altro vincolo, ma il singolo albero o le alberature debbano avere “cospicui caratteri di bellezza naturale” anziché “distinguersi per la sua/loro non comune bellezza” anziché “caratteristico aspetto avente valore estetico 

Per cui un ailanto (Ailanthus), anche se si trova a Sorrento anzichè a Capri, anzichè a Firenze, non può e non deve essere oggetto di parere preventivo della Soprintendenza.

Va da se che quando un albero non ha le caratteristiche particolari del 42/04 ed il Comune non ha un “Regolamento del verde”, lo stesso nON RISULTA SOGGETTO AD AUTORIZZAZIONE ALL’ABBATTIMENTO:

Capo II
Individuazione dei beni paesaggistici

Articolo 136
Immobili ed aree di notevole interesse pubblico

 

1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;
d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

 

Alberature ubicate in aree non sottoposte a Vincolo Paesaggistico

Eventuali disposizioni del Regolamento del Verde, fermi rimanendo ovviamente diritti di terzi, nonché prescrizioni, tutele e disposizioni di diversa natura e competenza (NTA del PRG – Atti d'Obbligo - prescrizioni originario Permesso di Costruire – nonché R.C. Tutela Animali D.C.C. n° 275/05). In genere le alberature presenti in aree NON sottoposte a Vincolo Paesaggistico ai sensi D.Lgs. 42/04 possono essere abbattute senza la preventiva autorizzazione paesaggistica


Se l’albero/i si trova in zona vincolata, ma l’abbattimento presenti caratteristiche di urgenza motivata da ragioni di pericolo per la pubblica incolumità, può essere inoltrata  al Servizio Verde Gestione una  richiesta in carta libera di emissione di un’ordinanza sindacale urgente di abbattimento per pericolo per la pubblica incolumità.

La richiesta può essere inoltrata dal proprietario dell’albero e va corredata da relazione fisiopatologica o fitostatica da parte di un Dottore Agronomo, con la descrizione delle caratteristiche della pianta, fotografie e motivazione della richiesta, che attesti i motivi di urgenza.

 

 


Quando è necessario abbattere una pianta: Differenza fra RISCHIO E PERICOLO


PERICOLO: possibilità intrinseca di rotture e/o cedimento

RISCHIO: possibilità di estrinsecare il pericolo (fare danni)

Due piante sono entrambe pericolose (i rami si possono spezzare e la pianta si può ribaltare). Per semplicità diciamo che sono pericolose allo stesso identico modo.

Una delle piante si trova in un bosco sperduto, lontanissimo dove non passa mai nessuno => RISCHIO basso,

l’altra si trova in un parco giochi frequentato ogni giorno da moltissime persone e bambini => RISCHIO elevato.

Le due piante pur avendo la stessa identica PERICOLOSITÀ, sono differenti per rischio: quella nel bosco, pur essendo pericolosa, se cade non ha la minima possibilità di fare danni => rischio basso => non serve abbatterla.

Quella nel parco, se cade, sicuramente potrebbe fare danni => rischio elevato => abbattimento (se non è possibile altro).

Se una pianta è pericolosa, si può cercare di evitarne l’abbattimento??!

Risposta: SI se si può attenuarne il RISCHIO.

MA COME??!

In svariati modi, purchè si riporti il RISCHIO entro limiti stabiliti di tolleranza:

1) rendere impossibile l’accesso all’area di sedime e di proiezione della chioma e del tronco => il RISCHIO si  abbassa entro limiti di sicurezza e non è più necessario abbattere la pianta;

2) consolidarne i rami ed il tronco;

3) altro:

¨potatura rimonda  ¨potatura alleggerimento  ¨potatura epicormici  ¨diradamento  ¨spalcatura  ¨accorciam.   

¨trattamenti fitosanitari  ¨arieggiamento  ¨drenaggio  ¨arieggiamento  ¨diserbo  ¨arieggiamento ¨concim.

¨ammendamento  ¨protezione cavità  ¨irrigazione

¨consolidamento statico ¨consolidamento dinamico  ¨consolidamento di tenuta

¨tirante con cavi d’acciaio  ¨tirante con fasce  ¨tirante sintetico tubolare

¨consolidamento statico branche dyneema o fune d’acciaio ¨legature branche PP BOA/COBRA

¨consolidamento tridimensionale TREEGUARDIAN/BRACINGSYSTEM/TREE SAVE

¨legature branche PES  ¨legature branche PA  ¨prova di trazione  ¨monitoraggio pendenza

 

¨ancoraggio pianta con cavi di acciaio  ¨supporto  ¨puntellamento  ¨parafulmine  ¨interdizione  


QUALI SONO I LIMITI ACCETTABILI DI TOLLERANZA??!

Chiedetelo ad un agronomo => Fai da Te senza me ahi ahi ahi..!   ^_*



COSTI INDICATIVI:

Istanza di abbattimento compreso relazione paesaggistica: € 800,00+IVA*

(*) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 1.100,00+IVA


Costo perizia VTA (valutazione stabilità) singolo albero € 500+IVA**

(**) con l’uso di strumentazione (Resistograph/ARBOTOM): € 900,00+IVA
ulteriori alberi oltre il primo: € 200