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Capacità Prof. IAP » dott. Raffaele Starace, agronomo

 

“Tutto" è tanta roba




 CAPACITÀ PROFESSIONALE IN AGRICOLTURA

Per poter accedere al primo insediamento o più in generale per ottenere una certificazione ufficiale sul possesso della capacità professionale in agricoltura, occorre superare il Colloquio previsto dalla normativa vigente: Delib. Consiglio Regionale n° 109/2 del 29/07/88.

 

In pratica occorre inoltrare alla Regione Campania a mezzo r/r/r od a mezzo PEC, una richiesta per sostenere un esamino (colloquio), superato il quale si riceve la relativa attestazione. Non appena si sarà raggiunti un numero sufficiente di iscrizioni, si verrà convocati dalla Regione e verrà comunicata la data di esame: l’esame si sostiene sempre all’isola A/6 del Centro Direzionale di Napoli.

 

I documenti da inviare per richiedere di sostenere il colloquio sono:

1. modulo istanza di partecipazione (indicare un recapito telefonico per essere avvisati)

2. copia documento di riconoscimento


 

NAPOLI - La richiesta può essere inoltrata a mezzo rrr

indirizzata a: 

Regione Campania - Serv. Territoriale Provinciale di Napoli

U.O.D. N. 52.06.18

Centro Direz. Is. A6 - 12° Piano

via G. Porzio 80143 Napoli


oppure inviare

via PEC dg06.uod18@pec.regione.campania.it


Per conoscere dove inviare nelle altre province: 

Indirizzi dove spedire le R/R/R o le PEC (NA, Av, Bn, Sa, Ce)   


 

 

Fascicolo didattico Per poter sostenere il colloquio occorre almeno studiare un fascicolo didattico contenente le nozioni minime e edito dalla stessa Regione Campania all’uopo:

 

Modulo per richiedere la capacità professionale

 

 

 

Fascicolo didattico per il colloquio


 

NB. nel caso di primo insediamento il beneficiario potrà acquisire tale condizione (Sufficiente capacità professionale in agricolura), come definito dall’art. 9 del Regolamento (UE) 1307/2013, entro 36 mesi dalla data di adozione del provvedimento di concessione).
Ovvero l'attestazione sul possesso della capacità professionale NON deve essere posseduto per forza prima di presentare la domanda di PSR, ma può tranquillamente essere acquisita nei tre anni successivi.





   IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE   I.A.P. 

Per il provvisorio, che è rilasciato ai fini iscrizione INPS gestione IAP, occorre avere il titolo di possesso del terreno, il fascicolo aziendale aggiornato, il numero di partita iva el'eventuale iscrizione al registro imprese agricole, riservandosi di conseguire i requisiti (di reddito di tempo e capacità professionali) nei termini di 24 mesi dalla data di presentazione dell'istanza.

Modulo per richiedere iscrizione alla Regione Campania

 

Tabella calcoli



Concetto di I.A.P. (Imprend. Agricolo Professionale)  
Le società agricole possono ottenere la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) e pertanto hanno diritto a tutte le agevolazioni che in passato erano riservate agli imprenditori agricoli individuali. 

Le società agricole possono essere costituite nella forma di società di persone (società semplici, s.n.c. o s.a.s.), società di capitali (s.r.l. o s.p.a.) e cooperative, ma devono essere sempre presenti tre requisiti, due di carattere formale, che riguardano il contenuto dell'atto costitutivo o dello statuto, e il terzo di natura sostanziale, che riguarda le persone dei soci o degli amministratori.

Il primo requisito riguarda l’oggetto sociale. La società deve avere come oggetto esclusivo l'esercizio dell'agricoltura e delle attività connesse, individuate dall'art. 2135 del codice civile. Ricordiamo che secondo la nuova formulazione di questa norma rientrano tra le attività agricole la coltivazione del fondo, la silvicoltura, l’allevamento di animali e tutte le attività connesse, cioè:
- le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali;
- la fornitura di beni o servizi utilizzando prevalentemente le attrezzature o risorse dell’azienda agricola;
- l’agriturismo.

Il secondo requisito è relativo alla ragione sociale o denominazione, che deve sempre contenere l'indicazione “società agricola”.

Il terzo requisito, sicuramente il più importante, è diverso secondo il tipo di società prescelto.
Nelle società di persone almeno uno dei soci deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto, mentre gli altri soci possono anche non essere agricoltori, indipendentemente dal loro numero. Nelle società in accomandita semplice (s.a.s.) deve essere imprenditore agricolo professionale almeno un socio accomandatario.

Nelle società di capitali deve essere imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto almeno un amministratore. Dato che nelle società di capitali gli amministratori possono anche non essere soci, possiamo avere una società agricola in cui nessuno dei soci è un agricoltore, e magari solo uno dei membri del consiglio di amministrazione, del tutto ininfluente nelle decisioni, è in possesso della qualifica di iap. Potremmo anche ipotizzare una società unipersonale in cui il socio unico non è agricoltore, e solo uno degli amministratori riveste la qualifica prevista dalla legge. Le agevolazioni raggiungono, in questo caso, la loro massima estensione, e rappresentano un notevole incentivo alla costituzione di società agricole.

Nelle società cooperative, infine, occorre invece che almeno un amministratore, che sia anche socio, abbia la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto.

Ricordiamo però che la qualifica di imprenditore agricolo professionale può essere apportata dall'amministratore a una sola società (art. 1, comma 3-bis, del d.lgs. 29 marzo 2004, n. 99).

Il riferimento all'amministratore che apporta la qualifica si riferisce alle fattispecie in cui la qualificazione della società come “agricola” dipende dalla qualifica apportata dall’amministratore, e quindi alle sole società di capitali e cooperative. Nelle società di persone, infatti, la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto deve essere presente in capo ad almeno uno dei soci, il fatto che questo sia anche amministratore non è determinante. Questa interpretazione è stata confermata anche l’amministrazione finanziaria (Agenzia delle entrate, Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, risposta a interpello n. 909-216/2006, prot. 909-32505/2006 in data 20 luglio 2006).

L'amministratore di società agricola di capitali e il socio di società agricola di persone possono acquisire la qualifica di imprenditore agricolo professionale in virtù dell'attività svolta nell'ambito della società agricola, purché siano in possesso delle competenze professionali in campo agricolo, dedichino all'attività svolta nell'ambito della società agricola almeno la metà del proprio tempo di lavoro e ne ricavino almeno la metà del proprio reddito (escluse le pensioni). Le somme percepite per l'attività svolta nelle società agricole consentono l'iscrizione nella gestione previdenziale agricola.

Le società agricole in possesso dei requisiti sopra elencati possono oggi usufruire di tutte le agevolazioni tributarie in materia di imposte indirette e creditizie che finora erano riservate ai coltivatori diretti, cioè alle persone fisiche che dedicano la propria attività manuale alla coltivazione del terreno. Al momento dell’acquisto di terreni agricoli le società agricole possono dunque richiedere le agevolazioni per la formazione e l’arrotondamento della piccola proprietà contadina (p.p.c.).

Le società agricole possono chiedere le agevolazioni fiscali per l'acquisto dei terreni agricoli anche prima di avere ottenuto la qualifica di imprenditore agricolo professionale, purché abbiano già presentato la domanda all'ufficio regionale competente, che ne rilascia certificazione, e il socio o l'amministratore abbia la qualifica di iap o coltivatore diretto (o almeno abbia presentato la domanda per ottenere la qualifica di iap) e sia già iscritto alla gestione previdenziale; la qualifica deve essere ottenuta entro ventiquattro mesi, a pena di decadenza dalle agevolazioni.

Per poter usufruire delle agevolazioni, le società agricole pre-esistenti devono adeguarsi ai nuovi requisiti previsti dalla riforma, nel caso in cui non siano già presenti. In particolare è necessario per tutte le società modificare la denominazione o la ragione sociale per inserire la dicitura “società agricola”, a meno che la società abbia già un nome che comprende queste parole. A tal fine è prevista un’agevolazione che consiste nell’esenzione da qualsiasi imposta dovuta per gli atti modificativi.

Ricordiamo infine che tutte le società agricole possono scegliere di essere tassate in base al reddito catastale dei terreni, anziché sul bilancio. Questa possibilità, che avrebbe dovuto essere limitata alle sole società semplici agricole a partire dal 2015, è stata invece confermata senza alcun limite temporale per le società agricole di ogni genere dalla legge di stabilità per il 2014. - Fonte: Notaio Tonalini